13) Un’ analisi sul turismo in Costiera Sorrentina

I flussi turistici
Il ruolo rilevante che la Penisola sorrentina occupa nell’ ambito dell’ economia turistica della Campania è ampiamente dimostrato dalla Tabella 3.6, che rapporta il movimento turistico della costiera sorrentina nel 1980, 1990, 1995 e 1999 a quello provinciale e regionale.
Si rileva che la penisola occupa uno spazio particolarmente ampio, in riferimento sia alle percentuali della provincia (dal 25,34% degli arrivi totali nel 1980 passa al 36,92% nel 1990 per mantenersi sempre intorno al 36% nel 1995 e nel 1999) che a quelle della Regione dove ha raggiunto il traguardo massimo del 19,08% nel 1995 passando per il 18,8% del 1990 ed il 14,1% del 1980.
Il dato più consistente, però, è senz’ altro quello riferito ai flussi alberghieri (Tabella 3. 7), perché non solo le attrezzature alberghiere, come si è già visto sono numerose e offrono una qualità molto soddisfacente, ma anche perché l’ accoglienza sorrentina è preferita da turisti stranieri, i quali generalmente sono i più propensi ad alloggiare presso alberghi di categoria medio-alta.

Negli ultimi anni, dunque, si è registrata una forte crescita del settore turistico nell’ area sorrentina; considerando il periodo 1980-1999 (Tabelle 3.5 e 3.7) si ha la piena percezione del progressivo e costante incremento dei flussi turistici dove gli anni di massimo fulgore sono proprio gli ultimi in ordine di tempo. Se nel 1980 più dell’80% era costituita da stranieri nel 1997 questa percentuale è scesa al 69,2%, con un aumento complementare di turisti italiani (dal 26,7% del 1980 al 30,8% del 1999). La presenza italiana ha raggiunto una percentuale elevata per la prima volta tra il 1986 ed il 1989 incidendo con il 40% degli arrivi complessivi. Col passare del tempo sembra che gli italiani che scelgono la penisola sorrentina come luogo di soggiorno siano notevolmente aumentati anche se la componente estera resta comunque maggioritaria. La permanenza media in penisola sorrentina è rimasta pressoché costante, oscillando tra i 4,4 giorni del 1980 al livello minimo di 3.6 giorni nel 1985.
Naturalmente anche la permanenza media dei turisti stranieri (alberghiera) è superiore a quella degli italiani. Al contrario, nel settore extra-alberghiero si trovano indici più alti per la domanda nazionale. Del comprensorio Sorrento/Sant’ Agnello si dispone anche di dati precedenti al 1979. È possibile così mostrare lo stato di salute del turismo sorrentino dal dopoguerra ad oggi. Nella Tabella 3.8 vi sono i totali di arrivi e presenze alberghiere, italiani e straniere, a Sorrento/Sant’ Agnello; vi si possono notare aumenti abbastanza costanti sia degli arrivi che delle presenze. E’ naturale però, che in qualche periodo siano state registrate delle battute di arresto dovute per lo più a cause esterne.
Ad esempio ci sono stati cali nel 1973 (-8,5% rispetto all’ anno precedente) presumibilmente dovuti alla crisi petrolifera; nel 1981 (-29,3%) per il sisma che colpì l’ intera regione con effetti gravi sul territorio e sulla popolazione sorrentina; nel 1986 (-15, 3%), anno in cui le tensioni del Mediterraneo causate dalla Libia crearono gravi ripercussioni anche sull’ economia turistica sorrentina; nel 1992/1993, invece, Sorrento non ha risentito del calo degli arrivi e delle presenze registrato ovunque per la congiuntura economica sfavorevole, ma addirittura ha fatto registrare un incremento in entrambi gli indici.

© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Il sistema dell’ accessibilità in Penisola Sorrentina”, discussa dal Dott. Marco Fiodo, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Relatore Prof. Italo Talia.
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