Culto di Sant’ Agnello in Guarcino(14)

Culto di Sant’ Agnello in Guarcino(1)
Il culto di Sant’ Agnello fu accolto in Guarcino fin dagli anni immediatamente successivi alla sua morte. Nel secolo X, quando si diffuse l’ usanza che ogni cittadino avesse un patrono, per unanime consenso, Sant’ Agnello fu proclamato principale protettore di Guarcino.
La festa del santo si celebrava, in origine, solo il 14 dicembre, che in Guarcino è stata mantenuta festa di precetto con decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 17 novembre 1911, anche dopo che San Pio X aveva ridotto il numero di feste di precetto.
Un’ altra festa, che si celebrava nella quarta domenica di settembre, venne introdotta quando, in un decreto della Sacra Congregazione dei Riti del 1784, si concedeva al vescovo di Alatri di fissare la data per una messa votiva al Santo(2). Quest’ altra festa, nel 1892, sotto Leone XIII fu anticipata all’ ultima domenica di agosto(3) ed attualmente ha un’ importanza maggiore di quella del 14 dicembre.
Tra le molte cerimonie che accompagnano ancor oggi la festa, si svolge una processione nella quale la statua di Sant’ Agnello viene portata nel paese, attorniata dai busti in argento di San Nicola, San Benedetto, San Biagio, Sant’ Emilio, San Romolo e San Francesco di Paola.
Il 14 dicembre e la prima domenica di maggio si svolge anche un pellegrinaggio che parte dal paese per raggiungere l’ eremo del Santo. Il pellegrinaggio primaverile ha lo scopo di propiziare un buon raccolto. In tutte le annuali rievocazioni il popolo invoca processionalmente: “Agnello immacolato, angel di purità, nostro avvocato”.
L’ officio in onore di Agnello, approvato nel regno di Napoli nel 1670, fu esteso a Guarcino da Pio VII nel 1818. Leone XII accordò, il 30 gennaio 1828, che nella festività dell’ ultima domenica di agosto si potesse compiere la liturgia col rito di seconda classe. P. Filippo Rolletta di Alatri compose una liturgia propria di Sant’ Agnello che fu approvata dalla Sacra Congregazione dei Riti il 12 maggio 1908.
Il conte Celani provvide, nel 1812, alla sistemazione della statua del Santo scolpita nel 1752. In Guarcino esiste anche il busto di Sant’ Agnello in legno dorato, fatto fare, sembra dal parroco di San Nicola Don Giuseppe Sbaruffa nel 1729(4).
Il culto di Sant’ Agnello è così radicato nei Guarcinesi che essi lo hanno portato con sé nelle loro emigrazioni. Nel 1910, a Silverlake negli Stati Uniti, si celebrò per la prima volta una festa a Sant’ Agnello nella chiesa di San Bartolomeo apostolo e, nel 1913, si riunì un comitato che provvide ad approntare una statua eguale a quella di Guarcino; tale comitato agiva di conserva con uno simile di Guarcino che, nel 1917, aveva ordinato una nuova statua lignea in luogo della prima fatta in cartapesta e andata poi distrutta(5).
Un’ altra importante manifestazione del culto di Sant’ Agnello in Guarcino è costituita dall’ antichissima confraternita nella chiesa di San Nicola. Nel 1760, in occasione del rifacimento della chiesa, fu introdotto l’ uso della veste di sacco bianco con colletto turchino e cintura. Il compito principale della confraternita era quello di provvedere, oltre che alle spese e alla organizzazione della festa del Santo, a mantenere vivo il suo culto.
Un doveroso cenno va fatto delle manifestazioni che celebrarono in Guarcino il ventisettesimo cinquantenario della morte di Sant’ Agnello. Nell’ agosto del 1947, il parroco di Guarcino, Don Orlando Iacobelli, su richiesta di autorevoli cittadini, primo fra tutti il Comm. Clodoveo Dilani, aveva fatto richiesta all’ Arcivescovo di Lucca Mons. Antonio Torrini, perché concedesse temporaneamente al paese di Guarcino la reliquia del cranio di Sant’ Agnello abate, dai Guarcinesi ritenuto loro particolare protettore celeste. Don Iacobelli chiedeva pure che l’ Arcivescovo lucchese presenziasse alle solenni celebrazioni per aver egli governato fino al 1928 la Chiesa di Alatri, nella cui giurisdizione episcopale è la Parrocchia di Guarcino.
Per precedenti impegni l’ Arcivescovo non potè accettare l’ invito ma accondiscese volentieri alla richiesta della reliquia. Questa fu portata dal Vicario Generale della Diocesi, Monsignor Vincenzo Del Carlo insieme al Canonico Monsignor Alfredo Del Sorbo e al signor Ottavio Malanima.
Le celebrazioni guarcinesi culminarono con la solennissima processione della domenica 31 agosto. Di quelle gioiose celebrazioni ci resta la dettagliata relazione del già citato Commendatore Dilani e di cui è opportuno riportare alcuni passi:
“…Nella mattinata del sabato 30 agosto 1947 la venerata Reliquia di Sant’ Agnello giungeva ad Alatri. Il Capitolo della Cattedrale in nobile gara di fervore e devozione, con Sua Eccellenza Monsignore Facchini, decideva di esporre solennemente sull’ altar maggiore il Santo Cranio di Sant’ Agnello. Nel pomeriggio dello stesso giorno alle ore 17 e 30 una rappresentanza delle famiglie di Guarcino si muoveva in corteo da Guarcino a bordo di una trentina di macchine onde rilevare da Alatri il Prezioso Tesoro… Giunse il corteo singolare sul piazzale di Civita, la superba Acropoli di Alatri, sulla quale sorge la Cattedrale. La sacra reliquia viene posta su un autocarro sfarzosamente addobbato, sorretta da Monsignor Vincenzo Del Carlo, Vicario Generale dell’ Archidiocesi di Lucca. Apriva il corteo una macchina con a bordo un servizio di polizia composto da un maresciallo dei Carabinieri e da due poliziotti, tutti di Guarcino.
Dopo la Reliquia venivano il Vescovo diocesano, Sua Eccellenza Monsignor Edoardo Facchini, Sua Eccellenza Legnetti, Vescovo di Ferentino, i Canonici della Basilica Cattedrale di Alatri, il Seminario Diocesano, Giovani esploratori di Alatri, e la folla numerosa dei fedeli di Guarcino. Il corteo attraversa le principali strade di Alatri, fra lo stupore e la commossa devozione del popolo di Alatri ed arriva a Guarcino dove all’ imbocco della strada Filette è ad attendere la popolazione intera con a capo l’ Arciprete Parroco e le organizzazioni cattoliche”(6).
Non essendo riusciti, tuttavia, autorità e popolo di Guarcino ad ottenere dalla città di Lucca la reliquia del teschio del Santo, costruirono un’ urna d’ argento col metallo offerto dalle famiglie e, nel 1949, ebbero in dono l’ occipite tolto dal cranio nel corso di un pontificale solenne tenuto il 3 maggio nella Cattedrale di Lucca con la partecipazione dell’ Arcivescovo Monsignor Turrini, l’ Arciprete di Guarcino, Orlando Iacobelli, autorità della città toscana, oltre cento rappresentanti intervenuti da Guarcino. Il più vivo entusiasmo accolse la reliquia in Guarcino. Una lapide, stilata dal dantista reverendo Pietrobono, fu affissa a memoria dell’ evento presso l’ ingresso della Chiesa arcipretale(7).
Note:
(1) Fonti per la stesura di questo capitolo e del seguente sono state Giuliano Floridi, Le pergamene dei monasteri di San Luca e Sant’ Agnello di Guarcino, Roma 1967, pagine 53-55 e pagine 65-68 nonché uno scambio epistolare con alcuni corrispondenti di Guarcino.
(2) cf. Sacchetti-Sassetti, Guarcino durante la Repubblica Romana, Alatri 1934, pagina 7.
(3) cf. Vincenzo Panefresco, Vita e culto di Sant’ Agnello patrono di Guarcino, manoscritto-dattiloscritto del secolo XIX, conservato nell’ archivio della Collegiata di San Nicola di Guarcino, pagina 140 e seguenti.
(4)cf. Sacchetti-Sassetti, opera citata nella nota (2), pagina 4.
(5) Panefresco, opera citata nella nota (3), pagina 161.
(6) cf. Anselmo Lettieri, Sant’ Agnello Abate, il suo corpo e il suo culto in Lucca, Lucca 1948, pagina 37.
(7) cf. A. Ghislanzoni, Guarcino, Roma 1975, pagina 102.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Analisi storico – antropologica del culto di Sant’ Agnello”, discussa dalla Dott.ssa Laura Parlato, nell’ anno accademico 1979/1980 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Istituto Universitario Orientale di Napoli. Relatore Prof. Alfonso M. di Nola.
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