Notizie sul Convento di Massa Lubrense (4.3)

IV.3 Notizie sul convento da delibere comunali
c.c. 17/1889 (26)
…istrumento del 3 settembre 1772, per notaio Francesco Persico, il proprietario del fabbricato posto di fronte al convento, cominciò ad elevarvi nuove fabbriche, il sindaco fece un sopralluogo e bonariamente consigliò di lasciar perdere onde evitare liti. L’ istrumento del 1722 viene mandato all’ avvocato Correra che a sua volta si pronunciò. Il signor Parascandolo invece di innalzare una istanza sulle fabbriche esistenti, e togliere l’ aria e la veduta al convento, può costruire di fianco alle fabbriche già esistenti. stando ciò si costituisce una servitù altius non tollendi, che si deve sempre rispettare, perché la servitù prediale è una relazione tra fondo dominante e fondo serviente, qualunque ne siano col volgere dei secoli, i possessori. Quella servitù fu improntata a favore dei religiosi, e non dell’edificio del convento.
Nell’ istrumento si disse che quelle costruzioni sono di impedimento alla veduta e dell’ aria. Questa servitù altius non tollendi era un mezzo per avere l’altra del prospetto e dell’aria. Ora questa servitù di prospetto è sempre reale, non personale, perché ammette il pregio del fondo dominante, e diminuisce quello di servente.
C.C. 65/1904 (27)
Si chiede al Comune un concorso nella spesa per la festa centenaria della Madonna della Lobra. Il comune concorre con lire 200. Il consigliere Persico si associa proponendo che la somma sia estesa a lire 250. Il consiglio all’unanimità, delibera di far concorrere il Comune alla detta festa con la somma di lire 250 che sarà prelevata dall’art. 50 “impreviste”.
C.C. 14/1906 (28)
Proposta di modifica alla deliberazione consiliare 19/12/1900, concernente l’ affrancazione del canone sui locali annessi alla chiesa della Lobra. Si riferisce che, con atto 25/4/1881 il Consiglio comunale deliberò di affrancare l’annuo canone di lire 50, che si paga al fondo culto sui locali annessi alla chiesa della Vergine della Lobra e, disponendo che l’ affranco avesse luogo a tenore della legge 29/1/1880 n. 5253, per la quale l’ affrancazione consiste nel pagamento uguale a quindici volte l’effettiva prestazione di un anno, pagabile in sei rate. Il sindaco aggiunge che l’allora sindaco del tempo a seguito forse di accordo preso col ricevitore del registro di Sorrento, rappresentante del Fondo Culto, si portò da lui e con atto del 22 marzo 1903, fu stipulata l’ affrancazione delle lire 50 annue, mercè il pagamento di un capitale corrispondente in ragione del 100 per ogni 5 lire di rendita, pagabili, lire 170 all’atto della stipulazione, come infatti furono pagate, e le altre lire 830, in cinque rate uguali, ciascuna di lire 166, scadenti ogni 22 marzo degli anni 1904, 1905, 1906, 1907, 1908 insieme agli interessi a scalare del 6%, rate che si stanno escomputando.
Note:
(26) Copie di Delibera Comunale conservata sia nell’Archivio Comunale, che in quello del Convento della Lobra.
(27) Ibid.
(28) Ibid.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’ Insediamento dei Francescani e la loro presenza nella Penisola Sorrentina”, discussa dalla Dott.ssa Serafina Fiorentino, nell’ anno accademico 1992/1993 presso la Facoltà di Teologia dell’ Ateneo Romano della Santa Croce (Istituto superiore di Scienze religiose dell’ Apollinare). Relatore Prof. A. Soldatini.
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