Il buio su Chiese e Monasteri di Sorrento

Parallelamente allo svilupparsi dell’ apparato ecclesiastico, Sorrento cominciò a registrare l’ edificazione delle sue prime chiese e dei suoi primi monasteri (1).
Anche in questo caso – così come in altri – la distruzione della quasi totalità di documenti antecedenti al 1558 ha procurato danni incalcolabili. Al punto che consideriamo essere materialmente impossibile colmare le lacune riscontrate e porre rimedio a tutti gli equivoci che pure esistono al riguardo.
Per rendere l’ idea dello stato di assoluta aleatorietà che si registra sulla materia, basti dire che dalla lettura dell’ ultimo studio organico condotto su Monasteri e Conventi della Terra delle sirene, emerge che, nella sola Sorrento, così come la conosciamo attualmente, ci sarebbero almeno tre, se non addirittura quattro, monasteri oggi considerati anonimi e di cui, ormai, si è persa quasi ogni traccia (2).
Sul punto è bene chiarire, però, che tra le strutture religiose considerate “anonime” vengono annoverati anche il Convento di Sant’ Agrippino (3) e quello di San Martino (4).
E dire che la cittadella fortificata – quella delimitata dalla cerchia delle antiche mura -, nel tempo, si sarebbe trasformata in una sorta di città monastica.
In meno di un chilometro quadrato, infatti, oltre a quelli ai quali si è appena fatto riferimento, sorsero – soprattutto durante il medioevo – una decina di cenobi e di conventi.
Tra questi, a prescindere dall’ epoca di edificazione, si ricordano: i monasteri di San Giorgio (5), SS. Trinità (6), di S. Spirito (7), di S. Paolo (8), di S. Giovanni Crisostomo (9), di S. Salvatore a Dominova (10), di Santa Maria delle Grazie (11) e i Conventi di S. Francesco (12), dell’ Annunziata (13) oltre che la prepositura teatina di S. Antonino (14) ed il Conservatorio del Tempio della Pietà (15).
Così come nelle immediate vicinanze furono costruiti: il Monastero di San Renato (16), quello di S. Pietro alla Marina Grande (17), il Convento di S. Antonio (18) e quello del Carmine (19).
Di queste strutture, fatta salva qualche eccezione (come ad esempio, nel caso di San Francesco), resta poco più di sbiaditi ricordi e di notizie spesso inesatte.
Più o meno analogo sono le considerazioni che valgono per le Chiese, per le Cappelle e per le Basiliche.
Di queste ultime non solo non si dispone di un attendibile inventario che riguardi le epoche antecedenti al XVI secolo, ma è impossibile azzardare un ideale censimento grazie al quale indicarne l’ ubicazione, l’ intitolazione, le dimensioni ed ogni altro particolare che possa, in una qualche misura, aiutare a ricostruirne la storia o, almeno attestarne l’ esistenza.
Sugli aspetti appena considerati, qualche indizio, particolarmente interessante, soprattutto per il periodo cinquecentesco, ci è stato tramandato da Bartolommeo Capasso (20).
Altre informazioni – riferite agli inizi del Quattrocento – sebbene assai parziali e, comunque, limitate a pochi anni del XV secolo, si possono desumere dai documenti del notaio sorrentino Giovanni Raparo e trascritti da Sandra Bernato (21).
Ciò nonostante si ha motivo di credere che i materiali ed i documenti oggi disponibili ci conservino ben poca cosa rispetto alle evoluzioni che si sono registrate in ambito ecclesiastico, così come, del resto, in ambito politico, civile ed amministrativo a partire dall’ insediamento del cristianesimo, fino a tutto il medioevo.
Per comprendere quanto poco si sappia e quanto poco si conservi della storia locale (senza che questa sia stata oggetto di fin troppo libere interpretazioni), basti dire che solo recentemente – e dopo non poche accese polemiche – è stato verosimilmente acclarato il periodo in cui la Chiesa Sorrentina fu elevata al rango metropolitano.
Né migliori fortune, fino a pochi anni orsono, sono toccate tanto al primo Santo Patrono storicamente accertato (San Renato), quanto a quello che oggi è considerato come il Patrono per antonomasia della città del Tasso (Sant’ Antonino). Entrambe, infatti, sono finiti al centro di più o meno fantasiose agiografie e sono stati collocati in epoche storiche spesso assai diverse da quelle in cui effettivamente vissero.
Su alcuni di questi argomenti, evidentemente, non si potrà fare a meno di ritornare in seguito.
Tuttavia lo spunto è utile per una riflessione: Se si osserva che perfino il ricordo dell’ epoca di eventi ed uomini così importanti – come quelli ai quali si è appena fatto riferimento – si è ritrovato al centro di accanite dispute, volte a stabilire, per l’ appunto, quale fosse il periodo esatto nel quale collocarli, non è difficile immaginare quali e quante difficoltà siano state incontrate in passato – e si possano ancora incontrare – nel tentativo di ricostruire vicende storiche sorrentine.
Fabrizio Guastafierro

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Note:
1 Per notizie sui monasteri di Sorrento si vedano, tra gli altri:
– Bartolommeo Capasso, “Memorie Storiche della Chiesa Sorrentina” (edito per la prima volta a Napoli nel 1854 dallo Stabilimento dell’ Antologia Legale e più recentemente ristampato, in copia anastatica, da Forni Editore di Bologna).
– Bartolommeo Capasso, “Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento”, stampato presso lo Stabilimento tipografico del Commendator G. Nobile a Napoli nel 1866 e riedito in copia anastatica dal E.S.I.- Edizioni scientifiche Italiane S.p.a. nel 1997.
– Antonino Di Leva, “Viaggio intorno ai monasteri sorrentini preceduto da uno studio sulla fondazione del monastero femminile benedettino di San Martino, sull’ insediamento delle Clarisse e dei Frati Minori”, stampato presso la tipografia “G. Scarpati” di Massa Lubrense nel 1993.
– Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996.
– Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”.
– Gianni Siniscalchi, Giovanni Pedagna – “Sorrento-Il Conservatorio di Santa Maria delle Grazie, una fondazione del Cinquecento”, Pubblicato da Stamperia Grafica “A. Petagna” di Giovanni Pedagna & C. snc a Sorrento, nel 2006
– Annunziata Berrino, “Il Complesso conventuale di San Francesco a Sorrento, presenza mendicante e architettura francescana”, Pubblicato a Castellammare di stabia da EIDOS Nicola Longobardi Editore nel 1991.
– Bonaventura Gargiulo – “Sorrento sacra e Sorrento illustre” – Pubblicato a Sorrento nel 1877 e ristampato a in copia anastatica dal Nicola Longobardi Editore a Castellammare di stabia nel 2005.
– Filippo Anastasio, “Lucubrationes in Surrentinorum Ecclesiasticas Civilesque Antiquitates”, pubblicata a Roma nel 1731, presso « Typis Johannis Zempel prope Montem Jordanum.

– Vincenzo Donnorso in “Memorie istoriche della fedelissima ed antica Città di Sorrento”, pubblicato a Napoli nel 1740.

2 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Nello specifico si veda da pagina 107 a pagina 110.

3 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagina 108.

4 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 109 e 110.

5 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 111 a pagina 113.

6 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 113 e 114.

7 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagina 114.

8 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 115 e 116.
Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”. Da pagina 79 a pagina 88

9 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 116 e 117.

10 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 117 e 118.

11 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 124 a pagina 127.
Gianni Siniscalchi, Giovanni Pedagna – “Sorrento-Il Conservatorio di Santa Maria delle Grazie, una fondazione del Cinquecento”, Pubblicato da Stamperia Grafica “A. Petagna” di Giovanni Pedagna & C. snc a Sorrento, nel 2006
Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”. Da pagina 89 a pagina 98.

12 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 118 a pagina 121.
Annunziata Berrino, “Il Complesso conventuale di San Francesco a Sorrento, presenza mendicante e architettura francescana”, Pubblicato a Castellammare di stabia da EIDOS Nicola Longobardi Editore nel 1991
Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”. Da pagina 69 a pagina 78.

13 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 121 e 122.

14 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 127 a pagina 129.

15 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 122 a pagina 124.
Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”. Da pagina 99 a pagina 108.

16 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 141 a pagina 143.

17 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Pagine 117 e 118.

18 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 150 a pagina 152.

19 Antonino Trombetta “Monasteri e Conventi della Penisola Sorrentina”, stampato dalla Tipolitografia dell’ Abbazia di Casamari nel 1996. Da pagina 147 a pagina 150.
Pasquale Ferraiuolo “Chiese e Monasteri di Sorrento, cenni storico artistici”, pubblicato a Sorrento nel 1974 a cura della Venerabile Congregazione dei Servi di Maria”. Da pagina 59 a pagina 68.
“Chiesa del Carmine” a cura dei Padri Carmelitani di Sorrento, pubblicato a Sorrento nel 1971

20 Bartolommeo Capasso, “Memorie Storiche della Chiesa Sorrentina” (edito per la prima volta a Napoli nel 1854 dallo Stabilimento dell’ Antologia Legale e più recentemente ristampato, in copia anastatica, da Forni Editore di Bologna).
Bartolommeo Capasso, “Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento”, stampato presso lo Stabilimento tipografico del Commendator G. Nobile a Napoli nel 1866 e riedito in copia anastatica dal E.S.I.- Edizioni scientifiche Italiane S.p.a. nel 1997

21 Sandra Bernato “Sorrento – Giovanni Raparo 1435 – 1439 – parte prima 1435” – pubblicato da edizione Athena nel 2006.
Sandra Bernato, “Sorrento – Giovanni Raparo (3 gennaio -31 dicembre 1436)” – nell’ ambito della collana Cartolari Notarili Campani del XV secolo – Pubblicato da Laveglia editore nel 2007.
Sandra Bernato “Sorrento al tempo di Renato d’ Angiò” – nell’ ambito della collana Cartolari Notarili Campani del XV secolo – Pubblicato da Laveglia editore nel 2007.

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