La nuova cattedrale a pochi metri da quella antica

L’ individuazione di un frammento marmoreo indicante l’ intitolazione della Chiesa dei Santi Renato e Valerio, rapportato alla sua stessa posizione odierna ed alla provenienza di larga parte dei reperti considerati come facenti parte dell’ antica cattedrale (e originariamente custoditi proprio presso il Campanile o al suo interno) già sembra indicare una verosimile soluzione: l’ antica cattedrale di Sorrento si trovava… a pochi metri di distanza dall’ attuale Duomo.

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Ingresso antica Cattedrale

Se l’ ubicazione considerata dovesse essere fondata c’è da dire che l’ antica chiesa maggiore, verosimilmente, non era sviluppata secondo l’ orientamento della più attuale Cattedrale (ovvero parallelamente al Corso Italia), ma ruotata di 90°, al culmine dell’ attuale Via Padre Reginaldo Giuliani e, più precisamente, in corrispondenza con l’ androne che introduce al palazzo arcivescovile.
Ergo l’ ingresso principale della Chiesa dei Santi Renato e Valerio si trovava, con ogni probabilità proprio lì dove oggi sorge ancora il campanile, la cui localizzazione, a questo punto diviene pienamente giustificabile perché, evidentemente, in origine – sia pure in forma e dimensioni diverse da quelle attuali – doveva essere parte integrante dello stesso edificio sacro.
Una idea sul dove potesse essere posizionata e secondo quale orientamento ci è viene fornita, in maniera fortuita, dal pittore A. Fiorentino
Questi, infatti, nel realizzare (nell’ immediato dopoguerra) il magnifico dipinto che oggi si trova all’ ingresso degli uffici della sede principale del Municipio di Sorrento – traendo spunto dalla pianta proposta dal Pacichelli e realizzata da Cassiano da Silva – ne ha proposto una personalizzazione abbastanza poco attendibile soprattutto perché deve essere ricordato che essa si riferisce ad una ricostruzione di Sorrento nel XVII secolo.
sorrento-antica-pacichelliIn essa, ad esempio, la Chiesa di San Catello è posizionata lì dove, invece, già da tempo era già posizionata la Cattedrale (la Chiesa di San Catello, infatti, era posizionata in maniera da ostruire lo sviluppo dell’ attuale Corso Italia e, per questo fu abbattuta durante il XIX secolo).
Ma, cosa curiosa – eppure veritiera se ci si riferisse ad epoche medioevali e non al Seicento – il Duomo viene indicato lì dove, invece, nel XVIII secolo già esisteva il palazzo arcivescovile. Proprio come si ipotizza in questa sede.
A rendere ulteriormente credibile questa eventualità concorre anche un’ altra considerazione.
La scelta dei luoghi dove erigere gli edifici più importanti della città, in passato rispondeva a scelte precise e mirate. Il fatto che il Sedile di Porta ed il Sedil Dominova siano costruiti lungo l’ attuale Via S. Cesareo è da ritenersi tutt’ altro che casuale.
Questa strada, infatti, per lunghissimo tempo, anche in epoca medioevale, ha assolto al ruolo di “cardo maximus” (ovvero di strada principale in funzione della quale sono state sviluppate parallelamente – o in senso ortogonale – le altre strade).

In alternativa ad un più che improbabile posizionamento della cattedrale proprio lungo il prolungamento di Via San Cesareo (perché diversamente si dovrebbe immaginare che essa potrebbe essere stata eretta lungo via Fuoro), ci sembra verosimile la scelta possa essere effettuata generando un ideale, ma perfetto angolo retto nell’ orientamento tra i principali edifici della città.
Peraltro è innegabile il fatto che anche da un punto di vista “scenografico”, la scelta di privilegiare la costruzione alla sommità di una strada – quale, per l’ appunto, l’ attuale Via Padre Reginaldo Giuliani) – risponda perfettamente alla esigenza di conferire un aspetto ancora più maestoso ed imponente al tempio che si era deciso di costruire.
In questo senso basti pensare alla sensazione che, ancora oggi, si avverte nell’ avvicinarsi al già più volte citato campanile, provenendo dalla zona litoranea.
sorrento-antica-pacichelli-particolareSicuramente suggestiva e capace di suscitare qualche brivido è la visione di una immagine fotografica proposta da Riccardo Filangieri di Candida e raffigurante quello che definisce come “Il portale della torre campanaria”.
Grazie a questa immagine, infatti, – sia pure con qualche sforzo di fantasia – si avverte quasi la sensazione di poter vedere lo “scheletro” di quella che anticamente fu la più importante chiesa di Sorrento.
Sicuramente il suo aspetto fu ben diverso da quello che proponiamo ricorrendo ad una sorta di “alchimia”.
Ciò non toglie che si tratti di uno scatto fotografico che riteniamo possa aiutare, almeno in minima parte, a rendere l’ idea.
Resta inteso, evidentemente, che per fornire indicazioni più pregnanti circa l’ aspetto e l’ arredo della cattedrale, occorre ricorrere ad una più approfondita analisi del suoi resti così come ci viene proposta da più parti.

Fabrizio Guastafierro

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