Chi è Francesco Pinto

Tra le figure del mondo dei mass media quella di Francesco Pinto è assolutamente particolare perché si tratta di un personaggio Sorrentino che non è nato come uomo di comunicazione, eppure riveste un ruolo di protagonista nel mondo della RAI.
Nato a Salerno, figlio di un Italia povera di ospedali per un parto gemellare impossibile da fare in casa, aveva appena 3 anni quando arrivò con la famiglia a Sorrento.
Il suo primo vero ricordo è la nevicata del ‘56 che imbiancò le strade, i monumenti e i palazzi della nostra cittadina. Forse ci fu anche una palla di neve lanciata verso il fratello, ma di questo non è sicuro.
La laurea in filosofia, 110 e lode e pubblicazione della tesi, lasciava sospettare altri destini: l’ insegnamento, magari universitario con il professor Abruzzese con il quale aveva cominciato a collaborare, ma la vita riserva, ad ognuno di noi, improvvisi cambi di direzione, scarti, esistenze non previste.
La sua iniziò con una lettera in cui la Rai lo informava di un concorso per laureati bandito per la allora nascente terza rete.
Allora le cose funzionavano così: erano le aziende a cercarti non come oggi con i giovani ad arrabattarsi a mandare curriculum che spesso non ricevono nemmeno risposta.
Si presentò e arrivò primo sui 700 candidati per i due posti a concorso.
Iniziò a lavorare al Centro di Produzione tv nel 1978. La televisione era ancora quasi tutta in bianco e nero.
Tuttavia appena tre anni dopo, nel 1981 fu chiamato a Roma per ricoprire l’ incarico di segretario del gruppo di lavoro interdirezionale per lo studio della produzione seriale di telefilm, all’interno della direzione Ricerche, Studi e Sperimentazione Programmi.
Fu forse già allora che cominciò a meritarsi i galloni di uomo che, per conto della RAI, inventò le fiction così come felicemente descritto nel titolo di un articolo di uno splendido articolo scritto da Antonio Tricorni per conto di Repubblica.
Ormai lanciatissimo in carriera, nel 1987, viene coinvolto nella “unità operativa Nuovi Servizi nella Vicedirezione Generale per i Nuovi Servizi, le Relazioni Esterne e gli Affari Generali” entrando a far parte di un team di registi, produttori, tecnici e ingegneri che, sotto la direzione di Massimo Fichera, iniziò a lavorare nel nascente mondo delle nuove tecnologie. Come spesso ama ripetere in quegli anni “vide il futuro”: i primi schermi piatti ad alta definizione, la trasmissione via satellite dei programmi, la trasformazione della televisione in un terminale intelligente, i videotelefoni. Ci vorranno più di dieci anni prima che queste tecnologie si trasformino in oggetti di consumo.

Francesco Pinto

La nuova esperienza rappresentò una nuova opportunità per compiere ulteriori progressi.
Come si può leggere in numerose schede biografiche che lo riguardano, infatti, Francesco Pinto matura sempre nuove e sempre più avvincenti avventure professionali.
In queste, tra l’ altro, si legge: “In qualità di produttore esecutivo produce il primo film al mondo in Alta Definizione ed è il Responsabile italiano della produzione sperimentale, sempre in hd, dei mondiali di calcio del 1990 e delle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Nel 1994 riceve l’ incarico di Responsabile Innovazione e Servizi all’ Ascolto di Rai1 .
Dopo dieci anni di lavoro svolto per lunghi periodi all’estero tra gli Stati Uniti e il Giappone il rientro a Napoli, nel 1996, come Direttore del Centro di Produzione dove inizia l’ ormai più che ventennale storia produttiva di Un Posto Al Sole e la ripresa dei programmi di Varietà nel suo storico Auditorium.
Nel 1998 è chiamato a Roma come Direttore di Rai 3, incarico che svolge per due anni. Nell’ ambito della sua gestione viene rilanciata la tv dei ragazzi, con il programma Melevisione, con l’ arrivo del Gt Ragazzi da Rai 1 e con i prodotti Novecento, Sfide e la serie La Squadra.
Nel 2001 di nuovo Napoli in qualità di Direttore Responsabile del Centro di Produzione Televisiva.
Nel corso della propria carriera riceve diversi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui tre Astrolabium Award e una Grolla d’Oro a Saint Vincent.
È stato professore a contratto di “Storia della televisione” presso la facoltà di Sociologia dell’Università Federico II°
È autore di numerose pubblicazioni sui media, come “La fabbrica Televisiva”, e, passione scoperta in ritardo, di romanzi.
Tra questi ultimi figurano “Il lancio perfetto”,”La strada dritta”, da cui è stata tratta una miniserie trasmessa nel 2014, in occasione del 50° anniversario del completamento della importante opera, “ I giorni dell’oro”. Tutti editi da Mondadori.
Tutto questo volendosi accontentare di una estrema sintesi e senza considerare l’ uomo che si “nasconde” dietro l’ affermato manager televisivo.
E già, perché c’è anche un altro Francesco Pinto.
Si tratta di un uomo che, in parte, è stato ben descritto (ed in parte si è ben descritto) in occasione della già richiamata intervista rilasciata ad Antonio Tricorni che si può leggere integralmente utilizzando il seguente link:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/07/04/in-missione-per-conto-della-rai.html
Eppure non è tutto.
C’è da evidenziare, ad esempio, che suo padre fu il Notaio Fulvio (che ha lasciato ricordi indelebili nella città del Tasso) e che il suo fratello gemello Ferdinando, oltre ad essere un brillante giurista ed un affermato professore universitario, è stato anche Sindaco di Sorrento dal 1995 al 2000.
A questo si deve aggiungere che Francesco Pino non ha mai nascosto il suo amore viscerale per la sua città di adozione dove, tra l’ altro, – probabilmente non a caso – sono state riprese diverse puntate della fiction intitolata “Un posto al sole”.
Schivo e riservato non gli piace recitare il ruolo di “prima donna” né, in occasioni di manifestazioni di rilevanza pubblica, occupare quei posti di riguardo che pure gli spetterebbero di diritto e verso i quali altri (ma non lui) si precipiterebbero di corsa.
In questo senso ci piace aggiungere, ad esempio e con cognizione di causa – per l’ esserne stati testimoni diretti – che in occasione delle riprese del “Premio Caruso”, poi destinate ad andare in onda sulle frequenze dei canali RAI, Francesco piuttosto che sedere nei posti riservati alle autorità ha sempre preferito il “dietro le quinte”, tra quelli che chiama i suoi colleghi, operatori, tecnici, fonici e ed elettricisti, testimoniando una umiltà senza pari.
E ci corre l’ obbligo di aggiungere che tra le sue passioni ce ne è una che i “non sorrentini” non potrebbero mai sospettare: quella per la processione del Cristo Morto che viene organizzata ogni anno dalla locale Arciconfraternita della Morte di cui lui stesso è confratello, in occasione del Venerdì Santo. Sono 55 anni che attraversa con gli altri confratelli le strade silenziose del nostro Comune.
Spesso lo si vede in giro per le strade della città del Tasso con tanto di pipa, per lo più diretto in direzione del porto dove è abituato a prendere l’ aliscafo che lo porta a Napoli da cui puntualmente, sia pure a tarda ora, ritorna puntualmente.
A Sorrento, a casa sua.

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