Chi è Salvatore Dare

C’è chi da bambino sognava di diventare un calciatore o un attore. O magari un astronauta. Ma lui no. A nove anni costringeva i genitori a comprargli un quotidiano sportivo che leggeva per intero, ma solo dopo aver fatto i compiti. Quando gli dicevano di andare a giocare, lui rispondeva sempre allo stesso modo: “Io, da grande, voglio fare il giornalista”.
Alla fine ci è riuscito nonostante i timori su quella professione così dannata e bella che gli suggerirono di imboccare un percorso di studi meno incerto. Una scelta che lo portò a un passo dal diventare un marittimo, come fece il padre in gioventù. Eppure, il diploma di “aspirante al comando di navi mercantili” conquistato all’istituto nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento, oggi resta uno dei suoi orgogli più intimi. Perché il suo legame con il mare rimane unico. Proprio come l’amore per il suo lavoro che, come ripete spesso, “è tutto tranne che un lavoro”. Fare il giornalista, per lui, “è soltanto una passione. A volte provo un pizzico di disagio quando, alla fine del mese, vengo pagato per fare una cosa che mi piace”.
Salvatore Dare, classe 1986, sorrentino doc, è una delle certezze della redazione centrale di Metropolis, il quotidiano nato a Castellammare di Stabia a metà anni Novanta che si occupa della provincia di Napoli. Il giornale, di recente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti multimediali, rivolge uno sguardo attento alla penisola sorrentina a cui sono dedicate almeno tre pagine al giorno. Ed è proprio Dare a coordinarle svariando abilmente dalla politica all’attualità, passando alla cronaca e alla cultura senza dimenticare lo sport, un’antica vocazione.
Sì, perché Dare inizia il suo percorso professionale nel 2006 quando, “per gioco”, lascia la curva del campo Italia per la tribuna stampa. Il tifoso fa spazio al giornalista. Dare si occupa delle vicende del Sorrento calcio che in pochi anni passa dai dilettanti alla lotta per la serie B. Una cavalcata che va di pari in passo alla crescita del “cronista-ultrà” come lo prendono in giro gli amici. Dare collabora con il portale Tuttalac.it, poi cura i contenuti del sito del neonato Club Magico Sorrento. Scrive tanto e viene notato dalla redazione sportiva di Metropolis quotidiano. Dare viene fulminato. Niente mare, niente navi. E si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli senza far passare un giorno senza scrivere un pezzo per il giornale. Tant’è che diventa collaboratore fisso di Metropolis quotidiano per lo sport e quindi inviato al seguito del Sorrento calcio. In fretta, è la primavera del 2010, con gli amici Giuseppe Damiano e Pietro Romano decide di fondare un settimanale cartaceo a colori che si occupi di attualità e approfondimento. L’imprenditore Daniele Fiorile sposa il progetto e nasce “La mia Penisola” di cui Dare, in quei giorni diventato giornalista pubblicista, è nominato vicedirettore. I vertici di Metropolis, temendo una “fuga”, puntano una volta per tutte sul giovane di Sorrento che viene assegnato alla redazione cronaca divenendo collaboratore per la penisola sorrentina. Un anno e mezzo e Dare diventa redattore e, dal 2012, è il referente dell’edizione sorrentina di Metropolis quotidiano.
Dare riesce finalmente a ottenere il contratto di giornalista praticante atteso per anni. Nell’autunno 2016, a Roma, sostiene la prova scritta degli esami di idoneità professionale. Viene promosso al primo colpo e sostiene gli orali nel gennaio successivo. Presenta una tesina sul “fumoncello”, un liquore fuorilegge prodotto sui Monti Lattari utilizzando la canapa. Il testo colpisce la commissione e l’esame va per il meglio. Dare ce la fa: diventa giornalista professionista.
Coronato il suo sogno, assieme al collega Tiziano Valle, firma lo scoop di calciomercato dell’estate 2017 quando racconta – con tanto di foto esclusive – la visita dell’allora allenatore del Milan Vincenzo Montella a casa di Gigio Donnarumma, il portiere rossonero di Castellammare di Stabia, poi convinto dal tecnico a non lasciare Milano e rinnovare il contratto. Un filo rosso, anzi, rossonero lega Dare al Milan e al Sorrento (si dice tifoso “malato” di entrambe le squadre come recita la sua descrizione su Facebook). Appassionato pure di pallacanestro e Formula Uno, “ossessionato” dalla storia di Lucio Dalla a Sorrento, soprannominato dagli amici più cari con l’appellativo di “Direttore”, impegnato con il movimento culturale “22 Dicembre” ideato dal compianto ex consigliere comunale e suo grande amico Alessandro Schisano, Dare negli ultimi tempi sta pensando di scrivere un libro.
Sarebbe il primo. E’ combattuto tra due trame: una riflessione ironica sull’amore ai tempi dei social network e un focus sulla difficoltà di un giornale cartaceo a tenere botta alla concorrenza spietata e spesso deontologicamente scorretta dei siti web.
L’altro obiettivo? Completare gli studi universitari messi da parte a causa degli impegni giornalistici. “Non so quando, ma devo farlo per i miei genitori – dice Dare -. In tutti questi anni non mi hanno fatto mancare nulla. Mi hanno invogliato a raggiungere il mio sogno da bambino quando altri genitori avrebbero preferito un lavoro vero. Perché, fare il giornalista, non è un lavoro. E’ una passione”.

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