Chiostro di San Francesco a Sorrento

Chi desidera seguire un itinerario che passi per i monumenti più antichi e suggestivi della città del Tasso non può fare a meno di soffermarsi ad ammirare il Chiostro di San Francesco a Sorrento.
Si tratta di una magnifica struttura trecentesca collocata in Piazza Francesco Saverio Gargiulo, tra la Chiesa di San Francesco (di cui il Chiostro, unitamente all’ omonimo convento ha fatto parte integrante, in passato) e la più celebre ed antiche delle ville comunali di Sorrento: quella dedicata a “Salve D’ Esposito”.
Dopo essere stato al centro di spregiudicati interventi di consolidamento (per effetto dei quali alcuni lati del chiostro erano stati completamente murati) il cortile del monastero, nel periodo compreso tra il 1932 ed il 1942, fu al centro di massicce opere di restauro sotto la direzione e l’ attenta guida dell’ indimenticato Roberto Pane.
In seguito a questi importanti lavori è stato possibile recuperare quasi integralmente l’ aspetto originario del famoso chiostro sorrentino che, tra l’ altro, si caratterizza per diverse particolarità.
Non si può fare a meno di rilevare, infatti, che la sequenza degli archi e di colonne di due lati (quello posto di fronte all’ ingresso e quello che si trova alla destra di chi entra) è da considerare di epoca sicuramente antecedente a quella degli altri.

Soffermandosi su alcuni aspetti specifici che vedono interessate tanto le arcate, quanto le colonne ed i capitelli più antichi, Alfredo Buccaro (in “L’architettura del convento e i restauri del XX secolo”, contenuto in “Il complesso Conventuale di San Francesco a Sorrento – Presenza mendicante e architettura francescana” pubblicato a Castellammare di Stabia nel 1991 da Eidos – Nicola Longobardi Editore), tra l’ altro, ha avuto modo di evidenziare: “Come osserva il Pane, i capitelli del primo chiostro francescano (insieme con i superstiti archi incrociati di tufo locale) “si direbbero per la loro ingenua esecuzione, di età romanica, mentre sono espressione paesana del tardo Trecento”, o meglio, vista l’ epoca dell’ originario insediamento dei frati, dei primi decenni di quel secolo. Pur mostrando tutti il tipico impianto cubico di derivazione romanica ma con gli spigoli concavi – ad semplice nel lato meridionale del chiostro e a volute in quello orientale, secondo uno schema frequente all’ interno del repertorio formale angioino – essi sono assai vari nella decorazione di fondo: i fantasiosi motivi vegetali suggeriscono senz’ altro l’ accostamento ai più antichi modelli di derivazione sassanide ed islamica – per lo più mediati dall’ arte bizantina – presenti nei rilievi che ornano i plutei e i frammenti di ambone conservati nel Museo Barracco di Roma, nel Museo Correale e nella Cattedrale di Sorrento, tutti databili tra il IX ed il XII secolo: queste sculture, ricche di motivi floreali e zoomorfi diffusi in Campania (e in generale nell’ Italia meridionale) dai mercanti bizantini e saraceni, riproducono temi decorativi un tempo frequentemente adoperati nella produzione serica e nelle stoffe orientali. È possibile trarre da ciò conferma del persistere, anche nell’ ambiente sorrentino, di un’ antica tradizione artigianale nell’ intaglio della pietra; tradizione che del resto trova un altro eloquente esempio nei coevi capitelli delle arcate tardo-gotiche del Sedile Dominova, sito a breve distanza dal complesso in esame”.
Per gli elementi che evidentemente sono da considerarsi realizzati in epoche più recenti, al di là della evidente diversità della fattura rispetto ai primi e la diversa conformazione degli archi non si può fare a meno di rilevare che su molti dei capitelli è scolpito lo stemma della famiglia Sersale.
Al di là degli aspetti storici ed architettonici, in ogni caso, c’è un’ altra particolarità che conferisce particolare fascino al Chiostro di San Francesco in Sorrento.
Questa struttura, infatti, essendo ormai nella disponibilità del Comune di Sorrento ospita le cerimonie in occasione delle quali vengono festeggiati i sempre più numerosi matrimoni civili che vedono interessati tanto i residenti, quanto cittadini italiani o provenienti da altri paesi di tutto il mondo.
Sono sempre più numerose, infatti, le persone che decidono di sposarsi civilmente a Sorrento e scelgono questa suggestiva sede per la lettura delle formule di rito
Fabrizio Guastafierro

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