Cosa vedere al pian terreno del Museo Correale di Terranova a Sorrento

Uno scrigno ricolmo di tesori d’ arte, di reperti archeologici di preziosi libri antichi e di varie espressioni del collezionismo d’ ogni genere.
Il Museo Correale di Terranova di Sorrento è questo e tanto altro.
Molti, in ogni caso sono gli spunti da considerare per chi desidera ammirare i tesori custoditi in questo apparentemente piccolo, ma meraviglioso museo di Sorrento.
Volendo indicare un ideale itinerario che segua la dislocazione delle varie bellezze di questo museo a Sorrento, secondo la loro collocazione nella struttura che li ospita possiamo suggerire le seguenti indicazioni.
Al pian terreno del Museo Correale di Sorrento si può visitare una prima sala che ospita reperti della miglia dei Fondatori dello stesso Museo (ovvero Pompeo e Alfredo orreale di Terranova). Qui si possono ammirare loro ritratti ed un albero genealogico che riesce a fornire sommarie indicazioni tanto in ordine alla “antichità” della famiglia Correale di Sorrento quanto in ordine alle vicende dinastiche che ne hanno contraddistinto la storia.
A questa prima sala seguono altre dedicate sia alla storia di Sorrento sia ad una delle sue principali espressioni artigianali: la tarsia sorrentina (sala 2). Qui sono custoditi magnifici esemplari di mosaici ed intarsi in legni che sono frutto di celebri maestri artigiani sorrentini che hanno tratto ispirazione da dipinti storici, da motivi classici e da scene popolari.

In particolare, è possibile apprezzare lavori (donati nel 1937 dal Cavaliere Silvio Salvatore Gargiulo) che sono stati realizzati da maestri di questa apprezzata espressione artigianale sorrentina quali: Michele Grandville, Luigi e Giuseppe Gargiulo, oltre che Antonino Damora. A questi si aggiungono “cassettini” e scrigni che testimoniano in maniera indelebile la capacità degli intarsiatori sorrentini di realizzare veri e propri effetti pittorici oltre che un prezioso (oltre che famoso) secretaire da lavoro, che, nel 1910, fu realizzato dal sorrentino Giuseppe Gargiulo. Esso aveva funzioni di scrittoio con leggio, scacchiera, scatola da cucito e toletta.
Sempre al pian terreno, poi, si possono ammirare (nelle sale 3, 4 e 5), splendidi reperti archeologici – quasi tutti esclusivamente provenienti da scavi archeologici effettuati in Costiera Sorrentina – che spaziano da epoche che risalgono dal 1300 avanti cristo giungere, fino a ruderi considerati di periodo medioevale.
In questo ultimo ambito sono numerosi i reperti che risalgono ad epoca augustea, ma non mancano “pezzi” risalenti a periodi ancora più antichi. Come, ad esempio, la parte inferiore di una statua in basalto che raffigura il faraone Seti I (appartenente alla XIX dinastia, ovvero in un periodo compreso tra il 1300 ed il 1290 avanti Cristo), in cui il monarca egiziano viene raffigurato come offerente al dio Osiride.
Molti poi sono i reperti che, a ragion veduta, si ritengono provenire dalla antica cattedrale di Sorrento e sono al centro di numerosi studi.
Come è precisato nel libro intitolato “Il Museo Correale di Terranova” (edito a Napoli dalla Casa Editrice Denarolibri, nel 2004) “II primo nucleo di marmi fu raccolto sotto il campanile romanico del Duomo di Sorrento dall’ Arcivescovo Filippo Anastasio intorno al 1720. Nel 1846 i reperti furono radunati nel Sedile di Dominova. e nel 1918 trasferiti nel Museo Correale in allestimento”.
Fabrizio Guastafierro

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