Duomo di Napoli

Il Duomo di Napoli è sicuramente una delle chiese più antiche, belle ed importanti della realtà partenopea.
Dedicato alla Madonna Assunta, l’ edificio sacro è al centro delle attenzioni dei cristiani napoletani, in particolare, per il culto riservato al Patrono della città.
All’ interno di questa Chiesa, infatti, si può ammirare la splendida cappella del Tesoro di San Gennaro – ricca di affreschi e decorazioni – che può essere considerata come un vero e proprio museo, anche perché colma di gioielli, di opere d’ arte e di oggetti preziosi donati dai fedeli per onorare il protettore della realtà partenopea o per ringraziarlo in seguito all’ ottenimento di una grazia.
Al suo interno sono custodite due celebri ampolle di sangue dello stesso Santo. Queste vengono mostrate al pubblico due volte all’ anno (durante il mese di settembre e nella domenica che precede la prima domenica di maggio) per poter consentire a tutto il popolo di poter assistere al prodigio della liquefazione.
I resti dello stesso Santo patrono, invece, sono custoditi in una cappella commissionata nel 1497 dal cardinale Oliviero Carafa (conosciuta anche come Succorpo o Confessione di S. Gennaro).
Voluto da Carlo I d’ Angiò – ma completato durante il Regno di suo nipote Roberto – il Duomo di Napoli è sorto sui resti delle più antiche Basiliche di Santa Restituta e di Santa Stefania.

Più volte danneggiato in seguito a terremoti ed eventi bellici, esso è stato al centro di interventi che non si sono limitati ai soli restauri, ma hanno comportato significative trasformazioni.
Ciò nonostante, ancora oggi, è possibile ammirare significative tracce risalenti al XIII ed al XIV secolo (come quelli contenuti, ad esempio, nella Cappella Capece Minutolo).
Ricca di magnifiche opere d’ arte realizzate in vari periodi e di particolari architettonici di squisita fattura, la Chiesa può essere considerata come una stupenda ed enorme galleria in cui è possibile apprezzare diverse espressioni di arte sacra di varie epoche storiche.
Nella sacrestia, ad esempio, insieme a 44 busti d’ argento dei Santi compatroni di Napoli, si può apprezzare lo splendido busto reliquiario di S. Gennaro, vero capolavoro di arte orafa realizzato nel Trecento dai maestri francesi Etienne Godefroyd, Guillaume de Verdelay e Milet d’Auxerre.
Molte, in ogni caso, sono anche le statue, le pale, i dipinti ed i sepolcri – disseminati in ogni angolo della chiesa – che oltre ad essere considerati di pregevolissima fattura (perché realizzate da celebri maestri), sono capaci di suggestionare i visitatori per la loro bellezza.
L’ edificio di culto – che si trova lungo via Duomo – è facilmente raggiungibile (anche a piedi) sia da parte di chi arriva a Napoli utilizzando le corse dei treni della Circumvesuviana, sia da parte di chi giunge nel capoluogo partenopeo “via mare” e sbarca al molo Beverello.
Fabrizio Guastafierro

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