Ebrei a Sorrento

A qualcuno, oggi, la notizia potrebbe sembrare incredibile. Eppure c’è stato un tempo in cui a Sorrento c’era una nutrita comunità di ebrei.
Il fenomeno – assolutamente ignorato dai libri di storia locale – in realtà è stato assai più significativo di quanto si possa immaginare (1).
Esso ha visto interessata la città del Tasso soprattutto durante l’ alto medioevo (convenzionalmente indicato come il periodo compreso tra il 1000 ed il 1492) e più specificamente durante la dominazione angioina.
Tuttavia non è da escludersi né la probabilità che gli israeliti si siano insediati a Sorrento in epoche di gran lunga precedenti a quella appena indicata, né quella che vi siano rimasti almeno fino ai primissimi anni del XVI secolo.
A testimoniarlo non sono solo poche e frammentarie notizie certe, ma anche una serie di ipotesi abbastanza verosimili, oltre che di leggende, sulla cui attendibilità è lecito nutrire qualche dubbio.
Il tutto, in ogni caso, consente di delineare un quadro congetturale abbastanza chiaro e capace di fornire spunti di grande interesse e di non minore rilevanza storica.
Anzi, ad onor del vero, fin d’ ora abbiamo il dovere di aggiungere che, nel tentativo di portare a compimento un lavoro di ricerca scrupoloso e che non escludesse nessuna eventualità, siamo giunti alla conclusione che esistono più o meno fondati indizi grazie ai quali è possibile ipotizzare che i legami tra il capoluogo della Penisola Sorrentina ed il mondo israelitico potrebbero rivelarsi antichissimi.
Secondo ipotesi dalla forte carica mitologica – che, però, hanno trovato ampi spazi tanto nella cultura cristiana, quanto in quella ebraica – l’ abbinamento tra il nome di Sorrento e quello della realtà israelitica si perderebbe nella notte dei tempi.
Al punto che c’è chi, volendo stabilire l’ epoca e le circostanze in cui fu fondata Sorrento è arrivato ad accreditare – senza per questo essere stato contrastato – l’ ipotesi che questa ridente località del Golfo di Napoli possa essere sorta grazie all’ arrivo in Costiera di Sir (o Seir), figlio del re idumeno Hadad’ezer, sconfitto dal Re David (e, quindi in un epoca risalente in un periodo compreso tra il 1040 ed il 970 a.C.) (2).
Secondo altri, invece, si dovrebbe prendere in considerazione una possibilità ancora più suggestiva e remota. Quella mirante ad attestare che la fondazione sorrentina sia avvenuta per opera di Sem, figlio di Noè all’ indomani del diluvio universale (3). La qual cosa, naturalmente, sebbene capace di esercitare un indiscutibile fascino, è ben lungi dal potere essere dimostrata.
Al di là degli aspetti evidentemente leggendari di queste ultime ipotesi (su cui ci si soffermerà più adeguatamente nei paragrafi ad esse appositamente dedicate) è certo, in ogni caso, che così come già evidenziato – gli ebrei a Sorrento furono particolarmente numerosi in epoca angioina, così come, probabilmente anche in epoca normanna.
Notizie sicure che li riguardano risalgono ad un periodo compreso tra la fine del Duecento e gli inizi del XIV secolo e sono riferite tanto ad aspetti tributari quanto ad aspetti religiosi, o meglio al tentativo che il re Carlo II pose in essere per far sì che gli ebrei si convertissero al cristianesimo (4).
Anche a questi ultimi due fenomeni saranno dedicati appositi approfondimenti.

Così come saranno dedicati appositi approfondimenti sulla sopravvivenza di un nucleo ebraico a Sorrento fino ai primi anni del Cinquecento e sulle cause che determinarono la sua scomparsa. Il tutto senza trascurare aspetti che riguardano il mondo agricolo e quello manifatturiero da cui si possono cogliere elementi capaci di fornire ulteriori spunti di riflessione a proposito dell’ argomento oggetto della nostra indagine.
Elementi di comunanza tra la realtà sorrentina e quella degli appartenenti al mondo israelitico,infatti, possono essere ricavati soffermandosi su alcuni aspetti che riguardano la produzione delle noci e dei limoni oltre che la lavorazione della seta.
A dispetto della copiosità delle informazioni, però restano alcune incolmabili lacune. Fino a questo momento, infatti, non ci è stato possibile reperire informazioni utili per stabilire l’ eventuale esistenza di una giudecca, né l’ ubicazione di una sinagoga.
Fabrizio Guastafierro
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Su tutto questo ci soffermeremo più diffusamente in seguito.
1 In questa sede verranno fornite indicazioni bibliografiche generiche. Più puntuali indicazioni verranno fornite in calce alla trattazione dei sui singoli argomenti.
2 Sull’ argomento si vedano:
Ariel Toaff – “Sorrento e Pozzuoli nella letteratura ebraica del Medioevo” in Rivista degli studi orientali Vol. 40, Fasc. 4 (Dicembre 1965), pubblicato dalla Università “La Sapienza” di Roma nel 1965.
Giancarlo Lacerenza varie pubblicazioni, tra le quali: “Echi biblici in una leggenda. Tiro in Beniamin da Tudela” in Annali dell’ Istituto Universitario Orientale n° 56. Pubblicato a Napoli nel 1996.
3 Vincenzo Donnorso – “Memorie istoriche della Fedelissima ed antica Città di Sorrento” – Pubblicato a Napoli nel 1740.
4 Autori vari – “I registri della Cancelleria Angioina” – Vari volumi pubblicati a Napoli tra il 1950 ed il 2010.