Le fotografie di Carlo Alfaro

Carlo Alfaro non è solo da considerare come uno dei fotografi più versatili ed affermati del in ambito nazionale.
Sorrento è orgogliosa di poterlo annoverare tra i suoi figli.
Il suo estro è frutto di un mix di in cui si fondono: una intima ed antica passione nutrita verso l’ uso delle apparecchiature fotografiche; una predisposizione quasi istintiva nel catturare immagini suggestive; una indiscutibile sensibilità artistica, che si traduce nella capacità di esaltare particolari, colori e luminosità di ogni scatto. A tutto questo si aggiunge un innato desiderio di sperimentare nuove tecniche e nuove tecnologie.
Ormai al culmine di una carriera professionale ricca di gratificazioni e di riconoscimenti Carlo Alfaro è giunto alla sua maturità seguendo un percorso che, fin da giovanissimo, lo ha portato a studiare, a sperimentare ed a cimentarsi nel conseguimento di risultati che risultano irraggiungibili per altri.
In questo senso il suo curriculum risulta essere particolarmente eloquente.
Sul sito del fotografo sorrentino (www.carloalfaro.com), infatti, si legge:
“Carlo Alfaro inizia a fotografare negli anni ’70 seguendo gli sviluppi della fotografia sociale e del reportage. Tuttavia ben presto si allontana dalla semplice registrazione della realtà e inizia a esplorare nuovi linguaggi espressivi che utilizzano la macchina fotografica quasi come un pennello o come una cinepresa. Lo scopo è quello di sintetizzare in immagini uniche suggestioni e colori che evochino le emozioni di cinema e pittura. Negli anni ’80 lavora con pellicole Polaroid SX-70: dopo aver scattato, lavora direttamente sulle foto, che successivamente ingrandisce e modifica ulteriormente con colori e pennelli. Con l’ avvento dell’ era digitale, Alfaro si indirizza verso la digi-art; esplorando questo nuovo universo approda allo studio e alla realizzazione di fotografie di paesaggio e di still life, dai toni e dai colori talvolta forti e decisi, altre volte delicati e sfumati. Il punto di partenza è sempre la ricerca, l’ esaltazione e la valorizzazione della luce quale generatrice primordiale di vita e di bellezza, giungendo a produrre immagini veramente false e falsamente vere, a volte stranianti. L’ attività di ricerca si è sempre affiancata alla fotografia di viaggio e di interior. Ha infatti pubblicato su numerose riviste di settore, in particolare su “Condé Nast Traveller” e “A.D.”, “Yacht Digest”, “Mer & Bateaux”, “Boat International”, “Agriturismo, natura e sapori” ed “ENIT Italia”.

Rispondendo alla domanda del comparto turistico, ha inoltre realizzato immagini per manifesti, depliant, libri illustrati, eventi culturali e campagne promozionali.
Fin dal 1974 ha esposto le sue ricerche in mostre personali e collettive. Sue immagini fotografiche sono conservate presso la Galleria d’ arte Moderna e Contemporanea del Comune di Bergamo – Accademia Carrara, nelle collezioni della galleria Il Diaframma di Milano, presso istituti di cultura e fondazioni, in collezioni private e pubbliche”.
Uno dei momenti più significativi dell’ attività professionale di Carlo Alfaro è coinciso con la mostra personale allestita presso la sede della Fondazione Sorrento ed intitolata “Paesaggio sublime”.
Recensendo l’ esposizione, che ha incontrato i favori del pubblico e della critica, il Professore Alfredo Buccaro (titolare della cattedra di Storia dell’ Architettura presso l’ Università degli Studi “Federico II” di Napoli), tra l’ altro, ha scritto: “Alfaro propone in queste immagini una reinterpretazione del paesaggio campano che sia alla base di una visione di sogno: il repertorio, inedito anche sotto il profilo dei “punti di veduta”, si inserisce nella più solida tradizione iconografica su Napoli e il suo territorio. Non si tratta di un reportage, ma della rappresentazione degli effetti di quei paesaggi nell’ animo di chi da decenni li scruta e li “reinventa”, offrendo agli altri il frutto di tanta elaborazione. Nelle scene si riconoscono forme e colori mai esistiti, autentici sogni per immagini, pregni di infinite suggestioni: il Golfo e le sue parti penetrate dall’ obiettivo, occhio conscio di una scoperta mai rassicurante. Vengono alla mente vedute “visionarie” e la “cupa terribilità” di un Boullée o di un Burke, il brivido, l’ estasi dell’ intensa carica romantica di un Turner. Per una volta di bandisce la “cartolina”, ma anche il trito déja vu del territorio violentato delle periferie napoletane, dei disastri ambientali e dagli scabrosi temi sociali. Qui tutto è lasciato al paesaggio, alla sua bellezza e ai suoi effetti sulle nostre sensazioni”.
Le fotografie proposte nella fotogallery collegata a questa pagina sono tra quelle che hanno caratterizzato la già richiamata mostra intitolata “Paesaggio sublime”.
Il loro uso ci è stato gentilmente concesso dallo stesso Carlo Alfaro che, in ogni caso, resta il legittimo titolare di ogni diritto.
Allo stesso maestro Alfaro il nostro sito esprime sincera riconoscenza per la fiducia e per la disinteressata disponibilità accordate.

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