Palazzo Reale

La storia del Palazzo Reale di Napoli che domina Piazza del plebiscito a Napoli, è accompagnata da molte particolarità, ma la più singolare, probabilmente, riguarda le sue origini.
L’ edificazione della imponente reggia, infatti, fu avviata durante il viceregno spagnolo, per accogliere il Re Filippo III di Spagna che, però, non giunse mai a destinazione.
Trasformatosi in residenza dei vicerè (sia spagnoli che austriaci), il Palazzo conobbe, però, i maggiori fasti quando i Borbone, nello stabilirvisi diedero vita ad una serie di ampliamenti che proseguirono anche sotto il Regno di Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte fino a trasformarla in una reggia capace di competere con le più belle ed attrezzate del mondo.
Attualmente il solo appartamento reale che pure si compone di una trentina di sale, conserva buona parte del suo antico splendore.
Ad esso si accede percorrendo il monumentale Scalone d’ onore realizzato con marmi bianchi e rosati e reso ancora più incantevole dalla presenza delle statue rappresentanti la Prudenza, la Clemenza, la Giustizia e la Fortezza.
Tra gli ambienti che meriterebbero di essere visitati figurano: il teatrino di corte, la sala diplomatica, le varie anticamere, la sala del Trono, lo studio del Re di Napoli, la sala del Gran Capitano, le sale che prendono il nome dai vari generi di opere pittoriche che le adornano (Sala neoclassica, Sala dei fiamminghi, Sala del Seicento Napoletano, Sala della Pittura di paesaggio, Sala di Luca Giordano, Sala delle pittura emiliana, Sala della pittura del Seicento, Sala delle nature morte, Sala della pittura di paesaggi napoletani dell’ Ottocento ed altre ancora).

Particolarmente suggestiva, poi è la Cappella Reale, anch’ essa – così come il Duomo di Napoli – dedicata al culto della Madonna dell’ Assunta.
La quantità di dipinti, di statue, di arazzi, di mobili e di oggetti d’ arte (tutti di notevole pregio e di squisita fattura) ancora oggi riescono a rendere l’ idea dell’ aspetto sfarzoso e solenne della superba dimora reale napoletana resa ancora più affascinante dalla presenza di un incantevole giardino (oggi solo in minima parte accessibile al pubblico).
Ad impreziosire un contesto già di per sé stesso prestigioso, contribuisce anche il vicino Teatro San Carlo.
Considerato come l’ autentico cuore pulsante del Regno delle Due Sicilie, il Palazzo Reale di Napoli, assieme alla reggia di Capodimonte, a quella di Portici ed alla Reggia di Caserta è stata una delle quattro residenze reali dei Borbone.
Gli appartenenti a questa dinastia, infatti, decisero di lasciare definitivamente al Castel Nuovo di Napoli una sola funzione militare, prediligendo una sistemazione residenziale apparentemente meno sicura, ma sicuramente molto più confortevole.
Fabrizio Guastafierro

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