Storia di Sorrento

Malgrado la disponibilità di tanti libri, tante tesi e di tanti studi che riguardano aspetti specifici della storiografia locale, Sorrento e gli altri comuni della Penisola Sorrentina continuano a non disporre di una pubblicazione che possa essere considerata sufficientemente esaustiva ed attendibile per ripercorrere effettivamente tutta la storia della Terra delle Sirene.
E così, pur in presenza di pregevoli pubblicazioni monografiche che riguardano aspetti specifici, la ricostruzione del passato più o meno remoto di una delle più antiche realtà del Mezzogiorno d’ Italia resta ammantato da ombre e presenta notevoli lacune.
Ciò soprattutto per il periodo che a partire almeno dall’ epoca greco-romana giunge fino all’ età moderna ovvero fino alla fine del XV secolo.
A determinare questo fenomeno hanno contribuito gli effetti di un tragico evento. Quelli maturati in seguito all’ invasione di Sorrento da parte delle orde saracene che risale al 13 giugno 1558.
In quella circostanza, infatti, quasi tutti gli archivi ed i documenti (di natura civile ed ecclesiastica) relativi ad epoche antecedenti a quella terribile data, furono distrutti. Da ciò sono derivate le difficoltà a cui abbiamo fatto cenno.

Al punto che, per esempio, per almeno cinque secoli, sono sorti equivoci e dubbi circa la collocazione della prima Cattedrale di Sorrento.
Purtroppo, la città del Tasso, a differenza di quanto è avvenuto per Amalfi (con Matteo Camera) o per Massa Lubrense (con Riccardo Filangieri di Candida) non ha avuto uno studioso che abbia proposto una pubblicazione nella quale sia proposta una soddisfacente ricostruzione storica della realtà locale.
I vari libri dedicati al Capoluogo della Penisola Sorrentina da Bartolommeo Capasso, da Manfredi Fasulo, da Vincenzo Donnorso, da Monsignor Filippo Anastasio e da altri storici, quando non sono fuorvianti, risultano essere, comunque, poco esaurienti.
Purtroppo, in epoca più recente, la distruzione degli archivi della cancelleria angioina (risalente al 1943), malgrado la trascrizione di parte dei documenti in essa conservati, ha contribuito ulteriormente a desertificare alcune delle più autorevoli e copiose fonti che viceversa – e almeno in parte – avrebbero potuto consentire di colmare le lacune già evidenziate in precedenza.
Alla luce di queste premesse, nelle pagine pubblicate nella sezione storica de “Il meglio di Sorrento” cercheremo di proporre lavori editi ed inediti (tesi di laurea, pubblicazioni, recensioni, schede originali, etc.) e di elaborare – come ad esempio è già avvenuto proprio per la Cattedrale di Sorrento – il frutto di nuove scoperte relative ad avvenimenti, personaggi, monumenti, episodi e fenomeni che hanno riguardato il capoluogo della Costiera Sorrentina e, quando possibile, anche gli altri comuni della Penisola (Sant’ Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Massa Lubrense e Vico Equense) anche se il loro processo di enucleazione dal territorio sorrentino si è verificato in epoche più o meno recenti.
Fabrizio Guastafierro

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