I positivi effetti dello spot dedicato a Sorrento ed al rafforzamento della sua immagine in ambito turistico

Al di là delle curiosità, dei dati tecnici e delle informazioni generali che riguardano la produzione e la messa in onda sui canali della Rai e della Mediaset dello spot dedicato a Sorrento, e destinato ad incentivare il comparto turistico in ambito locale, è interessante rilevare quali furono gli effetti della campagna ideata, promossa e sostenuta, in tutti i sensi, dalla Fondazione Sorrento e, soprattutto, dal Cavaliere Gianluigi Aponte.
Questi, oltre ad esserne il Presidente, non ha mai perso l’ occasione per dimostrare affetto per la sua terra natia.
In questo senso non può e non deve essere trascurato il fatto che uno dei più grandi imprenditori internazionali, proprio nel 2008, non ebbe solo il merito di rivelarsi, ancora una volta, quale mecenate della terra delle sirene, ma dimostrò – una volta di più – di essere capace di capire per tempo le dinamiche dell’ economia mondiale e, naturalmente, dello stato di salute della finanza italiana.
Infatti la sua scelta – ovvero quella di promozionare l’ immagine turistica di Sorrento e la vocazione della città del Tasso ad essere luogo ideale dove trascorrere soggiorni e vacanze – si rivelò particolarmente azzeccata.
Per comprendere a pieno la portata dei risultati conseguiti bisogna tornare indietro con la memoria e ricordare che, nel 2008, da poco si era usciti dal grande crollo del sistema creditizio americano che aveva prodotto – e che continuò a produrre – effetti nefandi sul fronte immobiliare e su quello finanziario soprattutto per effetto di una violenta e quasi tragica crisi che aveva visto interessati i mercati statunitensi con ripercussioni su scala planetaria.
Eppure per la nostra nazione, il peggio doveva ancora arrivare.
Proprio alla fine del 2008, infatti, ci si rese conto del fatto che anche l’ economia italiana era in crisi e, anzi, nel corso degli anni seguenti si sarebbe compreso che il Belpaese era sull’ orlo della bancarotta.
Gli effetti immediati – oltre ad un calo del Prodotto Interno Lordo, diminuito proprio in quell’ anno dell’ dell’1,2%?
Una crisi su vari fronti, compreso quello turistico.
Fatto è che, a partire dallo stesso 2008 l’Italia non è stata più capace di crescere ed è iniziato un lungo periodo di impoverimento culminato con il crollo del PIL (-5,5%) nell’ anno successivo (il 2009) e con un innalzamento del tetto del debito pubblico fino a livelli che, almeno, per il passato erano considerati inimmaginabili in un così breve periodo.
La Merkel non perdonava a Berlusconi (allora da poco tornato a ricoprire la carica di Presidente del Consiglio) la portata di battute infelici e, soprattutto, il fatto di essere uno dei suoi oppositori.
Al punto che – sia pure indirettamente – lo costrinse alle dimissioni alla fine del 2011.
A partire dal 16 novembre 2011, quindi, Mario Monti, si insediò alla guida del Consiglio dei Ministri e, da allora, per gli italiani, iniziò quel periodo di “lacrime e sangue” che, ancora oggi, ben conosciamo.
Tra gli effetti concreti?
La tristemente famosa “riforma Fornero”…
Il blocco degli stipendi della pubblica amministrazione….
I timori relativi agli aumenti sull’ IVA (sventati e non)….
La mutazione degli assegni di disoccupazione in NASPI…
E tanto altro ancora.
Il tutto senza considerare che, nel frattempo, si sono registrate la crisi dell’ Alitalia e quella del sistema bancario italiano che hanno richiesto l’ impiego di ingentissime risorse finanziarie volte ad evitare il “default” su vari fronti.
Anche la filiera turistica – a livello nazionale – ne accusò un duro contraccolpo.
Facendo un passo indietro, inoltre, non deve essere dimenticato che, proprio nel 2008, come se non bastasse tutto il resto, la Terra delle Sirene, dovette far fronte ai negativi effetti che la indimenticata “emergenza rifiuti in Campania” produsse soprattutto sull’ immagine delle località poste in provincia di Napoli.
Ma grazie allo spot pubblicitario di cui parliamo, le cose, per il comparto turistico sorrentino, andarono in maniera ben diversa rispetto a quanto ci si sarebbe potuto aspettare e, proprio da allora, la filiera ricettiva locale ha cominciato ad inanellare record positivi dopo record positivi.
Compresi quelli che hanno riguardato un sempre più asfittico mercato italiano.
E dire che si trattava di un mercato “esangue” ed incapace di assicurare flussi interni capaci di reggere un buono stato di salute per effetto del progressivo impoverimento dei nostri connazionali.
Tuttavia – come si è appena detto – le cose per Sorrento, andarono in maniera ben diversa.
Perfino in termini di arrivi dei turisti italiani nelle strutture ricettive della città del Tasso, a differenza di altre località turistiche nazionali, non solo non registrarono cali, ma addirittura registrarono incrementi di non poco conto.
Mentre, dovunque, sul territorio nazionale si registrava la prevalenza del segno “meno” rispetto al passato, nella terra delle sirene si facevano i conti con incrementi tanto in termini di arrivi, quanto in termini di presenze.
In questo senso i dati riportati nel seguente grafico che proponiamo, a titolo esemplificativo, a corredo di questo testo, parlano chiaro.
I meriti?
Sicuramente sono dovuti alla capacità della locale classe imprenditoriale che ha saputo mantenere saldi i rapporti con i principali tours operator internazionali, ma anche – dobbiamo aggiungere – ascrivibili a quelli di chi, come Gianluigi Aponte, aveva saputo leggere, per tempo, i segnali della crisi imminente e di proporre una adeguata controffensiva in termini mediatici.
Se l’ andamento degli arrivi degli italiani nel capoluogo della Penisola Sorrentina – soprattutto nel periodo in cui la crisi nazionale fu più “nera” – è caratterizzato da un passaggio da 87.940 arrivi (nel 2008) ai 121.131 (nel 2009) e, addirittura, ai 127.890 (nel 2010), con un incremento pari a quasi il 50% in due anni, una spiegazione deve pur esserci.
Noi crediamo che molto di questi risultati sia da riconoscere anche alla capacità di promozionare il territorio, per tempo, con intelligenza e lungimiranza, ricorrendo a strumenti e mezzi di forte impatto mediatico.
La cosa, in altri termini, equivale a dire che lo spot del 2008 è riuscito a produrre effetti tangibili e consistenti.
In questo senso, quindi, riteniamo che debba essere riconosciuta una fondamentale importanza al ruolo svolto dalla Fondazione Sorrento e dal suo Presidente, Gianluigi Aponte, che non ha avuto esitazione nel sobbarcarsi significativi, ma proficui e positivi, oneri finanziari che hanno garantito il buono stato di salute dell’ economia locale.
Fabrizio Guastafierro
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