L’ identikit del primo Bulcano

Malgrado i chiarimenti storici che sono stati affrontati in altri capitoli e che si susseguono ormai, quasi due secoli, il cognome del Catapano Basilio Bulcano continua ad essere al centro di libere interpretazioni. Non a caso, oggi, non lo si identifica con alcuna delle ipotesi pure attentamente considerate già dagli storici dell’ Ottocento, ma con il cognome di Boioannes.
Noi, ostinatamente, continueremo a chiamarlo con il suo cognome rivelato: Basilio Bulcano o Basilio Vulcano.
In considerazione del fatto che proprio lui potrebbe – sia pure molto teoricamente – essere proprio il capostipite della famiglia Bulcano, non ci sembra inopportuno proporre qualche approfondimento biografico che lo riguardi anche in considerazione del fatto che si tratta di una figura sicuramente affascinante.
Nel dimostrare una innata vocazione al comando ed una quasi naturale predisposizione a capovolgere scenari militari a lui poco favorevoli, Basilio Bulcano, infatti, durante i primi decenni dell’ XI secolo, ebbe il merito di fronteggiare con successo la seconda fase della rivolta capitanata da Melo contro l’ imperatore di Costantinopoli.
Se è vero che un primo tentativo era già fallito tra il 1010 ed il 1011, è altrettanto vero che la ripresa della ribellione – risalente al 1017 – lasciava presagire un migliore esito.
In questa circostanza, infatti, gli insorti capitanati da Melo e Datto, oltre a poter contare su una sorta di tacito accordo dei principi longobardi, godevano del temibile potenziale dei cavalieri normanni guidato da Gilberto Drengot (avo di Roberto di Sorrento vissuto a cavallo tra la fine dell’ XI secolo e gli inizi del XII secolo e protagonista delle fasi che potarono, in un primo momento, il ducato di Sorrento ad evolversi in Principato di Sorrento, poi, a vedere contrapposto questo Stato a quello del re Ruggiero D’ altavilla; successivamente a vederlo sottomesso ad esso; quindi ad essere definitivamente inglobato nel tessuto del regno normanno degli Altavilla e, infine, vedere questo stesso Stato al centro delle pretese dello Stato Pontificio, rispetto alla concessioni che il Papa era disposto ad accordare ai futuri monarchi angioni) che, nel mettersi al soldo degli stessi ribelli, aveva condotto a lusinghieri risultati militari e mettendo quasi in ginocchio l’ esercito bizantino guidato dal catapano Leone Tornicio.
Tutt’ altro che disposto ad accettare una quasi sicura e definitiva sconfitta il Basileus Basilio II, decise quindi di sollevare dall’ incarico il “vecchio” catapano e di nominare, per l’ appunto – nel mese di settembre del 1017 – Basilio Bulcano.
Questi giunse in Puglia, con importanti rinforzi miliari alla fine dello stesso anno e immediatamente fece registrare un primo significativo risultato riprendendo il controllo di Trani.
La campagna militare proseguì, con scontri di minore importanza fino al 1° ottobre del 1018, quando al termine di una battaglia combattuta lungo le rive del fiume Ofanto, a poca distanza da Canne, grazie alle valorose truppe della guardia Variaga, sbaragliò gli avversari e diede il definitivo segnale di poter riprendere il pieno controllo della situazione.
In seguito alla disfatta Melo – uno dei capi della rivolta – non trovò migliore soluzione se non quella di trovare riparo alla corte dell’ imperatore Enrico II ed i cavalieri normanni decisero di abbandonare l’ impresa passando, in parte, al servizio dei principi longobardi (tra i quali quello di Salerno si avviava a conoscere un periodo particolarmente felice) e, in parte, al comando dello stesso Bulcano.

L’ immagine sopra pubblicata è tratta dal profilo Facebook “La storia attraverso le illustrazioni di Raffaele Caruso”. Essa è stata pubblicata l’ 11 gennaio 2014 con il seguente commento:  “Due dei componenti dei cinque fratelli della famiglia normanna dei Drengot Quarrel, si imbattono in un cavaliere bizantino, entro poco tempo i fratelli parteciperanno alla battaglia di Canne dove le forze normanne saranno sconfitte dai bizantini comandati dal generale Basilio Boioannes, Puglia, 1018”

L’ immagine sopra pubblicata è tratta dal profilo Facebook “La storia attraverso le illustrazioni di Raffaele Caruso”. Essa è stata pubblicata l’ 11 gennaio 2014 con il seguente commento: “Due dei componenti dei cinque fratelli della famiglia normanna dei Drengot Quarrel, si imbattono in un cavaliere bizantino, entro poco tempo i fratelli parteciperanno alla battaglia di Canne dove le forze normanne saranno sconfitte dai bizantini comandati dal generale Basilio Boioannes, Puglia, 1018”

Forte dell’ importante successo conseguito e dello sfaldarsi dell’ esercito nemico, Basilio Bulcano, temendo che nel conflitto potessero intervenire i longobardi, si premurò di rafforzare il sistema difensivo che vedeva interessate le postazioni nevralgiche che difendevano gli accessi appenninici dai quali si poteva entrare in Puglia e, in particolare, si preoccupò di far fortificare Civitate, Dragonare, Melfi e Castel Fiorentino.
In un progetto di complessivo potenziamento dei baluardi sui quali fare affidamento, inoltre, il Catapano dedicò particolare attenzione alla cittadina di Aecae che, tra l’ altro, prese il nome di Troia mutuandolo dall’ omonima città greca in cui, probabilmente, era nato lui stesso.
Fu una scelta particolarmente felice.
Ripresa la campagna per sgominare definitivamente i ribelli, infatti, Basilio Bulcano strinse una inattesa alleanza con il principe longobardo di Capua, Pandolfo IV.
In questo modo non solo si garantì l’ appoggio di uno di quei signori che, potenzialmente, poteva trasformarsi in nemici, ma potè spingere il suo esercito sempre più a nord.
Nel 1020, in seguito ad un ennesimo scontro con i rivoltosi, riprese il controllo della torre che si trovava in prossimità della foce del fiume Garigliano e riuscì a catturare Datto – capo superstite degli insorti – che fece condurre a Bari e giustiziare il 15 giugno del 1021.
In meno di quattro anni, insomma, il catapano Basilio Bulcano riuscì a capovolgere la situazione in cui, inizialmente, si era ritrovato catapultato con scarse probabilità di successo.
Il mutato scenario, determinatosi in seguito alle sue affermazioni e all’ alleanza stretta con il principe longobardo di Capua, però, finirono con l’ alimentare crescenti preoccupazioni in Papa Benedetto VIII che, ormai, avvertiva tangibilmente la presenza delle truppe bizantine alle porte dello stato pontificio.
Questi, temendo che l’ avanzata potesse sconfinare nei territori dominati dal papato, chiese ed ottenne – dall’ imperatore Enrico II – la discesa di un forte esercito la cui guida fu affidata a Pellegrino, Arcivescovo di Colonia.
L’ effetto fu immediato. Assediata Capua, le truppe tedesche catturarono Pandolfo IV – che fu portato in catene, in Germania, al cospetto dell’ imperatore – e proseguirono verso la Puglia fino a giungere fin sotto le mura di Troia (1).
In prossimità della città appena resa inespugnabile, l’ impresa militare condotta sotto le insegne imperiali conobbe una battuta d’ arresto.
La città, infatti, fece registrare una resistenza talmente coriacea e perdite talmente minime da far sì che le milizie imperiali – abituate in precedenza a discese quasi travolgenti – , dopo tre mesi di duro assedio, valutassero positivamente l’ opportunità di abbandonare l’ impresa e di far ritorno in patria.
Il risultato conseguito fu più eclatante di una vittoria perché, nella circostanza, Basilio Bulcano non solo riuscì a farsi valere come stratega militare anche in termini difensivi, ma dimostrò di poter contare sulla rinnovata e piena fedeltà della popolazione locale
Proprio perché colpito lui stesso da questa gradevole novità, il Catapano concesse alla città di Troia nuovi e importanti privilegi.
In particolare il Bulcano intervenne sul fronte religioso facendo in modo che la sede di Siponto si staccasse dall’ Arcidiocesi di Benevento e determinando le condizioni affinchè sorgessero nuove sedi episcopali, tra le quali quelle di Troia fu sicuramente quella favorita.
In seguito, divenuto pienamente padrone della situazione il condottiero bizantino dovette limitarsi al controllo del territorio resistendo, tra l’ altro, nel 1023, ad un assalto che i pirati dalmati – al comando di un certo Rayca – provarono a condurre a buon fine (ma senza fortuna) lungo le coste pugliesi.
Ormai al culmine della sua epopea, nell’ anno successivo, Basilio Bulcano passò addirittura ad azioni offensive condotte fuori dell’ Italia Meridionale.
Raccolte truppe italiane, infatti, si scagliò contro i croati ripetutamente infliggendo loro dure sconfitte e riuscendo a catturare come ostaggi tanto la moglie, quanto il figlio del re croato Cresimiro che furono portati a Costantinopoli.
Nel 1025, inoltre, lo stesso catapano Basilio Bulcano tentò di organizzare una grande spedizione contro i musulmani che occupavano la Sicilia, ma – il 15 dicembre – la sua impresa fu fermata, prima, dalla improvvisa morte del Basileus Basilio II e, poi, dai tentennamenti del suo successore Costantino VIII che decise di desistere dal promuovere quella che, all’ epoca, appariva come la più clamorosa delle imprese possibili nel cuore del Mediterraneo.
Tutt’ altro che disposto a restarsene in disparte ed a limitarsi al controllo del territorio, nel 1026, Basilio Bulcano fu protagonista di una nuova impresa e, determinato nel ricambiare i favori ricevuti pochi anni prima dal suo alleato Pandolfo IV, scacciò gli occupanti da Capua per riconsegnarla proprio al suo “antico” principe.
In poco meno di dieci anni, dunque, proprio questo Catapano non solo riuscì a dimostrare le sue alte qualità militari (tanto in termini offensivi, quanto in termini difensivi), ma anche il possesso di ineguagliabili capacità strategiche che gli consentirono di fortificare il territorio e di riorganizzarlo in ogni suo aspetto. Compreso quello religioso.
Ciò nonostante, nel 1027, Basilio Bulcano fu richiamato a Costantinopoli.
In questo caso la scelta del Basileus si rivelò particolarmente infelice perché proprio a partire dalla partenza di quel catapano, il potere esercitato dai bizantini in Italia Meridionale cominciò di nuova a declinare in maniera tanto inesorabile quanto, questa volta, definitiva. (2)
I successori di Basilio Bulcano si rivelarono tutt’ altro che all’ altezza dell’ incarico loro conferito. Compreso Exaugusto Bulcano (figlio di Basilio) che fu anch’ egli catapano d’ Italia dal 1041 al 1042.
Nell’ arco di circa mezzo secolo, infatti, i normanni passarono dalla condizione di “mercenari”, a quella di aspiranti dominatori.
Dopo una breve parentesi caratterizzata da una ripetuta serie di affermazioni che – attorno alla metà dell’ XI secolo – portarono il longobardo principe di Salerno, Guaimario IV, ad una serie di affermazioni contro i bizantini e ad un passo dal dominio del Mezzogiorno, proprio i normanni gettarono le basi per assicurarsi tanto il controllo del Sud dell’ Italia, quanto la conquista della Sicilia.
Il loro progetto si concluse positivamente con la creazione di quello che, in seguito, sarebbe stato il Regno delle due Sicilie e più specificamente con l’ elevazione al rango di Re di Ruggiero d’ Altavilla.
Era l’ anno del Signore 1130 e il dominio bizantino, ormai, già aveva assunto la dimensione di pallido ricordo.(3)
Fabrizio Guastafierro

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Note:
(1) Pochi anni dopo la storia di Pandulfo IV di Capua detto il “Lupo degli Abruzzi”, si sarebbe incrociata con la storia della città di Sorrento poiché, il Principe Longobardo era imparentato tanto con il Duca della Terra delle Sirene, quanto con il Principe di Salerno, Guaimario IV.
Questi vincoli di parentela dettero origine ad un incidente diplomatico – dai risvolti ancora oscuri – che si sarebbe risolto con l’ espugnazione di Capua e di Sorrento.
Avendo il Duca della Città del Tasso cacciato la propria moglie e la propria figlia, infatti, queste ultime ripararono a Capua per chiedere asilo al principe locale. Lì, però, il “lupo degli abruzzi” violentò la nipote suscitando le ire dell’ altro, zio – il principe di Salerno (cognato del duca di Sorrento, per avere sposato una sorella della moglie di quest’ ultimo) che, alla prima occasione, non si accontentò di vendicare l’ onore delle sue congiunte occupando Capua, ma si spinse ad espugnare Sorrento, cacciando di lì il signore locale ed affidandone il controllo a suo fratello Guido di Conza (poi divenuto Guido di Sorrento), probabilmente ricorrendo alla formula del gastaldato.
(2) Per notizie relative alla figura ed alle imprese di Basilio Bulcano si considerino gli spunti proposti sul sito internet della Biblioteca Provinciale di Foggia così come segue:
– Per la voce “Il Boioannes e i Bizantini in Puglia”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_01.htm
– Per la voce “L’impero Bizantino”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_02.htm
– Per la voce “Longobardi, Normanni ed etnie varie nel Mezzogiorno bizantino”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_03.htm
– Per la voce “La città, la campagna, il territorio”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_04.htm
– Per la voce “Economia e monetazione bizantina in Capitanata”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_05.htm
– Per la voce “Guerra e arte militare dell’ Impero Bizantino”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_06.htm
– Per la voce “La chiesa Bizantina, l’organizzazione ecclesiastica del Boioannes e la “bizantinizzazione” religiosa nel meridione”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_07.htm
– Per la voce “Fonti e documenti sul Boioannes”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_08.htm
– Per la voce “Repertori bibliografici di approfondimento”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_09.htm

Sullo stesso sito della Biblioteca Provinciale di Foggia, inoltre si possono consultare interessantissime sintesi ricorrendo alle seguenti indicazioni:
– Per la voce “La Puglia all’ arrivo del catepano Basilio Boioannes”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_01.htm
– Per la voce “Il Boioannes e la fine della rivolta di Melo”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_02.htm
– Per la voce “L’ attività del catepano Boioannes in Capitanata”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_03.htm
– Per la voce “La ripresa militare anti-bizantina e la fine del catepanato del Boioannes”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes1_04.htm
– Per la voce “Cronologia”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes2_01.htm
– Per la voce “Regesto dei diplomi del Catepano Basilio Boiannes”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes2_02.htm
– Per la voce “Proposte di ricerca”, si veda la pagina consultabile all’ indirizzo:
http://www.bibliotecaprovinciale.foggia.it/mc/boioannes/boioannes2_03.htm
(3) Ulteriori notizie su Basilio Bulcano o Bojoannes sono rinvenibili anche consultando “Storia della dominazione normanna in Italia e in Sicilia” di Ferdinand Chalandon, tradotto da Alberto Tamburrini e pubblicato a Cassino da Francesco Ciolfi Editore nel 2008. Da pagina 51 a pagina 109.

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