La Chiesa di San Francesco a Sorrento

Oltre ad essere – a dispetto delle apparenze – una delle chiese più antiche di Sorrento, quella dedicata a San Francesco d’ Assisi, per lungo tempo, ha rivestito un ruolo di primissimo piano non solo nella vita religiosa di Sorrento, ma anche sul fronte delle attività amministrative.
Basti dire che alla fine del Quattrocento il Re Ferrante d’ Aragona dispose che nella sagrestia della Chiesa di San Francesco non solo fosse custodita una cassetta contenente il sigillo di Sorrento, ma anche tutte le “scritture” della Città.
Inglobata, inizialmente in un complesso monastico che comprendeva anche l’ attiguo Chiostro (che ancora conserva il suo aspetto trecentesco), la Chiesa di San Francesco di Sorrento si trova in una zona dove, proprio tra il XIV ed il XV secolo, era concentrato il maggior numero di strutture monastiche. A quel tempo, infatti, a pochi metri di distanza sorgevano anche il Monastero della Trinità, il Monastero dello Spirito Santo, il Monastero di San Paolo, il Monastero di San Giovanni Crisostomo a cui, dopo qualche decennio si sarebbero aggiunti il Convento di Santa Maria della Grazie ed il Convento dei Teatini preposti alla cura della Chiesa di Sant’ Antonino.
Finita tra le strutture ecclesiastiche che patirono gli effetti del processo di unificazione italiana, anche la Chiesa di San Francesco, unitamente all’ omonimo convento, alla fine del XIX secolo, corse il rischio di chiudere definitivamente i battenti.

Superate le difficoltà che si vennero a determinare per effetto della decisione di sciogliere tutte le corporazioni religiose (adottata dal re d’ Italia), la Chiesa ed una parte dei locali del Convento rientrarono definitivamente in possesso dei francescani durante il ventennio fascista.
E fu proprio durante questo periodo storico che l’ attiguo chiostro (ormai divenuto di proprietà del Comune di Sorrento) fu restaurato in maniera significativa.
Nel corso degli anni, poi, si è registrato un fenomeno assolutamente singolare: l’ intero complesso che una volta comprendeva tanto la chiesa, quanto l’ annesso chiostro, quanto ancora l’ intero convento ospitano la più alta concentrazione di matrimoni contratti a Sorrento.
Questo aspetto, però, merita una puntualizzazione: mentre la Chiesa ospita le celebrazioni di tipo religioso, il chiostro – proprio perché di proprietà comunale – ospita le cerimonie civili.
Fabrizio Guastafierro

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