Il ciuccio di fuoco a Sorrento per la fine dell’ anno

Tra le tradizioni folcloristiche di Sorrento ce n’ è una assolutamente singolare che riguarda l’ ultima sera dell’ anno.
Nella serata di San Silvestro, infatti, poco prima della fine dell’ anno, c’è l’ abitudine, in Piazza Tasso, di accendere la miccia del cosiddetto “ciuccio di fuoco”.
E’ uno spettacolo particolarmente suggestivo che, di fatto precede di poco lo sparo dei fuochi artificiali con i quali si è soliti salutare l’ arrivo dell’ anno nuovo.
Si tratta di un rito le cui origini sono incerte e di cui, in parte, si è persa notizia circa il significato che lo ha ispirato.
Secondo alcuni, infatti, il ciuccio di fuoco a Sorrento, è da ricondurre ad antiche tradizioni del modo agricolo.
I contadini, infatti, in epoche remote, avrebbero avuto l’ abitudine di allestire il cosiddetto ciuccio di fuoco (per poi, per l’ appunto dargli fuoco) con l’ intenzione di scacciare gli spiriti maligni.
Altri, invece, attribuiscono all’ accensione del ciuccio di fuoco di Sorrento il valore simbolico di “estremo saluto” all’ anno che è giunto al suo termine.
Altri ancora caricano “idealmente” proprio sul ciuccio di fuoco destinato a scomparire tra botti e fuochi d’ artificio i propri ricordi negativi che hanno accompagnato l’ anno che volge alla sua fine. Così come, invece, c’ è chi – avendo ricordi positivi – immagina di salutare l’ anno vecchio con una simbolica festa d’ addio.
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A prescindere dal significato che si vuole attribuire alla manifestazione con la quale culmina la notte di San Silvestro a Sorrento, si tratta di una tradizione che fornisce significativi momenti di gioia e procura forti emozioni in quanti hanno la possibilità di assistervi.

Aspettare l’ arrivo del Capodanno a Sorrento è anche questo: è vivere in una atmosfera di assoluta spensieratezza che procura entusiasmo e sentita partecipazione.
La “cerimonia” dell’ accensione del ciuccio di fuoco in Piazza Tasso a Sorrento è sempre preceduta da una simbolica, allegra ed ironica processione.
A preannunziare l’ arrivo dell’ asino destinato ad essere sacrificato tra gli applausi, le grida e le risate, infatti, concorre l’ esibizione di un gruppo folcloristico.
Poi mentre le allegre note musicali incalzano arriva il “ciuccio” destinato ad essere incendiato, trainato da un uomo evidentemente travestito da vecchio.

Dopo un po’ prende via l’ atteso rito e viene dato fuoco ad una sagoma di ferro sulla quale sono stati appositamente montati razzi, bengala, petardi ed altri tipi di fuoco d’ artificio.
A quel punto l’ euforia collettiva e massima e ci si può preparare ad una fase successiva.
Dopo un po’, infatti, ad anno nuovo appena iniziato, si svolgerà il consueto spettacolo di fuochi pirotecnici a Sorrento. E’ così che – ricorrendo ad un luogo comune – si può veramente dire: “E la festa continua….”
Fabrizio Guastafierro
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