Il patriziato sorrentino prima del 500

A partire dalla seconda metà del XVI secolo la composizione dei seggi frequentati dal patriziato sorrentino (il Sedile di Porta ed il Sedil Dominova)  non ha subito significative variazioni se non per effetto della estinzione delle famiglie che vi risultavano iscritte.
Il poter vantare illustri natali ed il possesso dei cosiddetti “quarti di nobiltà” (che pure venivano considerati indispensabili per poter richiedere di essere ammessi all’ Ordine di Malta), così come una condizione di estrema ricchezza o il possesso di feudi più o meno importanti, non consentivano a quanti eventualmente desideravano accedere ai Seggi Sorrentini, di poter superare una invalicabile barriera.
Di conseguenza l’ intervenuta ed ulteriore scomparsa di varie casate, con il passare del tempo, ha innescato un vero e proprio un processo di desertificazione dei seggi stessi.
E’ questa la ragione per la quale, se – tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’800 – il Sedil Dominova ed il Sedile di Porta non fossero stati dichiarati chiusi, anche per effetto delle decisioni maturate dai Borbone (in seguito al moto rivoluzionario che portò alla nascita della repubblica Partenopea), i seggi nobiliari sorrentini, molto probabilmente, avrebbero chiuso ugualmente i battenti per la definitiva estinzione di un significativo numero delle stesse famiglie che – proprio a partire dalla fine del Cinquecento – lo frequentarono.
Molto più incerta, invece, è la composizione dei sedili sorrentini (anche detti Piazze) per le epoche precedenti.
Ciò per effetto di una già dichiarata carenza documentale rispetto alla quale si può cercare di porre rimedio considerando come più o meno attendibili le pubblicazioni che, nei secoli scorsi, hanno trattato la materia.
Volendo esaminare, infatti, quanto riportato da alcuni degli studiosi che hanno affrontato in maniera più o meno approfondita l’ argomento, fornendo indicazioni quasi univoche(1), è possibile formulare questo il seguente riepilogo:
Famiglie Nobili iscritte al Sedile di Porta di Sorrento: Acciapaccio; Ammone; Anfora; Brancia; Casamarte; Correale; Della Porta; Falangola; Fiore; Guardati; Marzati; Miro; Romano; Rota.
Famiglie Nobili iscritte al Sedil Dominova di Sorrento: Boccia; Capece; Carlino; Cortese; Donnorso; Eusebio; Marziale; Mastrogiudice; Molignano; Nobilione; Orefice; Sersale; Spasiano; Teodoro; Vulcano.
Alla luce di queste indicazioni, appare chiaro, dunque, che il numero degli appartenenti al patriziato Sorrentino prima della seconda metà del Cinquecento dovette essere più cospicuo di quello delle epoche successive.
Ad evitare equivoci, comunque, è bene sottolineare che gli spunti presi in considerazione sono i seguenti:

 Composizione del Sedile di Porta  
 
Parrino Pacichelli Molignano Donnorso  
Acciapaccio   Acciapaccio Acciapaccio  
Ammone Ammone Ammone Ammone  
Anfora Anfora Anfora Anfora  
Brancia Brancia Brancia Brancia  
Casamarte   Casamarte Casamarte  
Correale Correale Correale Correale  
  Della Porta Della Porta Della Porta  
      Dentice  
Falangola Falangola Falangola Falangola  
    Fiore Fiore  
Guardati Guardati Guardati Guardati  
Martana Marzati Marzati Marzati  
      Miro  
  Romano Romano Romano  
  Rota Rota Rota  
 Composizione del Sedile di Porta  
 
Maldacea Capasso C. Avarna Fasulo  
Acciapaccio Acciapaccio Acciapaccio Acciapaccio  
Ammone Ammone Ammone Ammone  
  Anfora Anfora Anfora  
Brancia Brancia Brancia Brancia  
Casamarte Casamarte Casamarte Casamarte  
Correale Correale Correale Correale  
Della Porta Della Porta Della Porta Della Porta  
Falangola Falangola Falangola Falangola  
Fiore Fiore Fiore Fiore  
Guardati Guardati Guardati Guardati  
Marzati Marzati Marzati Marzati  
Miro   Miro    
Romano Romano Romano Romano  
Rota Rota Rota Rota  
    Turbolo    

Secondo Parrino (2) a questo seggio erano appartenute anche le famiglie estinte dei D’ Alessandro, dei Casanizzola, dei Domini Dentici, dei Domini Lavinii e dei Domini Ligori.
Sia Molignano (3) che Capasso (4), nelle loro opere, non precisano a quale sedile appartenessero le famiglie Fiore, Guardati e Rota, ma essendo ricorrente in altri autori la loro collocazione in questo seggio, l’ arbitrio di inserire questi dati in tabella appare ragionevole.

Lo stesso Capasso, inoltre, a proposito della famiglia Rota sottolinea che essa fu aggregata nel 1550 ed attribuisce come facenti parte al Sedile di Porta anche i Pellegrino (che estintisi in un primo momento, sarebbero stati reintegrati nel 1520, salvo poi estinguersi di nuovo).

 

Composizione del Sedil Dominova  
Parrino Pacichelli Molignano Donnorso  
 
         
Boccia   Boccia Boccia  
Capece Capece Capece Capece  
Carlino   Carlino Carlino  
Cortese Cortese Cortese Cortese  
Donnorso Donnorso Donnorso Donnorso  
Eusebio        
    Marziale Marziale  
Mastrogiudice Mastrogiudice Mastrogiudice Mastrogiudice  
Molignano Molignano Molignano Molignano  
Nobilione Nobilione Nobilione Nobilione  
Orefice* Orefice* Orefice Spasiano  
Sersale Sersale Sersale Sersale  
  Spasiano Spasiano Spasiano  
Teodoro Teodoro Teodoro Teodoro  
      Turbolo  
Vulcano Vulcano Vulcano Vulcano  

 

Composizione del Sedil Dominova  
Maldacea Capasso C. Avarna Fasulo  
 
Anfora        
  Boccia Boccia Boccia  
Capece Capece Capece Capece  
  Carlino   Carlino  
Cortese Cortese Cortese Cortese  
Donnorso Donnorso Donnorso Donnorso  
    Eusebio    
Marziale Marziale Marziale Marziale  
Mastrogiudice Mastrogiudice Mastrogiudice Mastrogiudice  
Molignano Molignano Molignano Molignano  
Nobilione Nobilione Nobilione Nobilione  
Orefice Orefice Orefice Orefice  
Sersale Sersale Sersale Sersale  
Spasiano Spasiano Spasiano Spasiano  
Teodoro Teodoro Teodoro Teodoro  
         
Vulcano Vulcano Vulcano Vulcano  

Anche in questo caso, Parrino (5) che dal Sedil Dominova erano scomparse – anch’ esse perché estinte – le famiglie: Boccia, Carlino ed Eusepio (che pure vengono indicate nell’ apposita tabella) oltre che Arciapella, Avita, Domini Porpora, Scafata e Domini Zucca.
Sempre a proposito della aristocrazia sorrentina – ipotizzata per epoche antecedenti alla seconda metà del XVI secolo – deve essere formulata un’ ultima puntualizzazione: alcuni degli autori presi in considerazione, oltre alle famiglie già indicate come facenti parte dei seggi di Sorrento, forniscono indicazioni anche in merito ad ulteriori famiglie per le quali, però, purtroppo, non viene meglio specificato il rispettivo sedile di appartenenza.
Fabrizio Guastafierro   

Mappa di Sorrento antica tratta da "Napoli città nobilissima, antica e fedelissima, esposta agli occhi et alla mente de’ curiosi" di Domenico Antonio Parrino

NOTE:
(1) Domenico Antonio Parrino, “Napoli città nobilissima, antica e fedelissima, esposta agli occhi et alla mente de’ curiosi” pubblicato a Napoli nel 1700; G. B. Pacichelli, “Il Regno di Napoli in prospettiva”, ristampato a Bologna 1979; Cesare Molegnano, “Descrittione dell’origine sito e famiglie antiche della città di Sorrento”, Chieti 1607. Ristampato a cura di Benito Iezzi da Il Sorriso di Erasmo, Massa Lubrense 1977; Vincenzo Donnorso, “Memorie Istoriche della Fedelissima, ed Antica Città di Sorrento” Stampato a Napoli nel 1740; Gennaro Maldacea, “Storia di Sorrento”, stampato a Napoli nel 1841 e ristampato a Bologna da Forni Editore nel 1969; Bartolommeo Capasso, “Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento”, stampato a Napoli dalla Stamperia di Matteo Vara nel 1866 e ristampato a Napoli da Edizioni Scientifiche Italiane nel 1997; Gaetano Canzano Avarna, “Cenni storici sulla Nobiltà Sorrentina”, stampato a Sant’ Agnello dalla Tipografia Editrice all’ insegna di San Francesco d’ Assisi nel 1880 e ristampato, a cura dell’ Associazione Studi Storici Sorrentini presso la Tipolitografia Gutenberg ’72 di Sorrento, nel 1992; Manfredi Fasulo, “La Penisola Sorrentina – Istoria – Usi e costumi – Antichità”, pubblicato a Napoli presso il Premiato Stabilimento Tipografico del cavaliere Gennaro Maria Priore nel 1906 e ristampato prima a cura di Beatrice Elena Fasulo in Gargiulo nel 1973 e, poi, a cura di Gerardo, Giuliana e Fabrizio Gargiulo, a Napoli nel 1993, presso le Arti Grafiche “Il Cerchio”.
(2) Domenico Antonio Parrino, “Napoli città nobilissima, antica e fedelissima, esposta agli occhi et alla mente de’ curiosi” pubblicato a Napoli nel 1700.
(3) Cesare Molegnano, “Descrittione dell’origine sito e famiglie antiche della città di Sorrento”, Chieti 1607. Ristampato a cura di Benito Iezzi da Il Sorriso di Erasmo, Massa Lubrense 1977.
(4) Bartolommeo Capasso, “Il Tasso e la sua famiglia a Sorrento”, stampato a Napoli dalla Stamperia di Matteo Vara nel 1866 e ristampato a Napoli da Edizioni Scientifiche Italiane nel 1997.

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