17) Considerazioni sulla accessibilità della Costiera Sorrentina

ACCESSIBILITA’ DELLA PENISOLA SORRENTINA
Considerazioni generali
Il modello città-casali che abbiamo visto caratterizzare la penisola sorrentina, è sostanziato da una rete viaria relativamente gerarchizzata in cui, tra i pochi tratti stradali che ne definiscono il primo livello, si ritrova l’ asse prevalentemente costiero che serve le città. Il secondo e terzo livello della rete sono definiti, rispettivamente dalle strade veicolari e pedonali al servizio dei casali e che, in genere, svolgono funzioni più strettamente locali. La determinazione di tali livelli tuttavia non è sempre molto chiara poichè molti percorsi strutturalmente pedonali sebbene storicamente assai interessanti, allorquando la sezione viaria per un minimo lo consente, finiscono per essere investiti, anche per mancanza di valide alternative, da flussi veicolari. In effetti la rete pedonale assolve ad un ruolo improprio producendo gravi guasti sul piano ambientale, senza per altro risolvere i problemi derivanti dalle inefficienze della rete veicolare.
L’ asse costiero (la S.S 145), che un po’ prima del Capo di Sorrento devia decisamente verso l’interno e va a connettersi con l’altro asse costiero (la S.S 163, che percorre il versante amalfitano) forma, assieme a quest’ ultimo, una sorta di semi- anello. Quest’ ultimo si aggancia al tratto autostradale Castellamare di Stabia – Vietri sul mare (dell’ autostrada A3, Napoli – Salerno – Reggio Calabria) e sostiene la gran parte dei flussi di traffico che interessano l’ intero comprensorio sorrentino-amalfitano: sia quelli provenienti dall’ esterno del sistema che quelli generati dal sistema stesso. Questo perché per vari motivi le due grosse trasversali – che passano, l’ una per il valico di Chiunzi biforcandosi qui in due direzioni e, l’altra, per Agerola – pur se sono teoricamente da considerarsi come strade del primo livello gerarchico della rete viaria comprensoriale, svolgono in sostanza un ruolo di tipo ausiliario.
D’ altro canto, dallo studio sulla struttura del sistema viario sorrentino risulta con estrema evidenza che i livelli di accessibilità più elevati si ritrovano nei nodi costieri. La costa esercita infatti gradi di attrazione molto spinti (per la varietà dei panorami, la presenza di centri urbani interessanti e di località centrali, etc.), che funzionano da fattori di compensazione dei disagi causati dalle lentezze di marcia cui sono quasi sempre costretti tutti quelli che percorrono la “litoranea“. Sulla costa dell’ intero comprensorio si produce perciò un’ accumulazione di funzioni e di traffico, secondo un vero e proprio processo a catena, che è anche causa ed effetto al tempo stesso di ciò che accade nella fascia costiera del versante sorrentino. Quest’ ultima, in assenza di località centrali interne, si configura anche come naturale punto di riferimento di gran parte della popolazione dei casali, ovvero di quei territori collinari di Vico Equense, di Piano di Sorrento e di Massa Lubrense, che risultano defilati rispetto ai grossi interessi; ragion per cui da queste parti non si sono mai determinati dei poli di attrazione che potessero in un certo qual modo configurarsi come competitivi rispetto ai poli esterni.

La mancata formazione di poli interni è anche effetto e causa assieme delle smagliature presenti nella rete viaria peninsulare (carenza di connessioni di secondo livello): molti casali sono infatti connessi con una sola “tratta”, configurandosi come punti finali di un percorso; molti altri soltanto con due. Peraltro le maglie della rete, a causa della tormentata situazione dei luoghi e la conseguente squilibrata distribuzione dei centri abitati e dei loro pesi demografici sul territorio, sono del tutto irregolari e dimensionalmente assai diverse tra loro. Ora è naturale che le maglie più larghe si ritrovino nelle zone morfologicamente meno felici (e perciò stesso poco dotate di nuclei insediativi).
In definitiva struttura e forma del sistema viario della penisola sorrentina ne riflettono la storia vissuta, per cui le maglie di cui sopra risultano fondamentalmente di tre tipi: molto larghe e molto poco connesse,nella zona a monte della città di Vico Equense; un po’ meno larghe, nel territorio di Massa Lubrense, orograficamente meno tormentato sebbene molto meno esteso del primo, per cui i nodi (insediamenti abitati ed incroci stradali) sono relativamente più vicini tra loro; molto fitte ed abbastanza connesse, nell’ area intorno alle città di Meta e Piano di Sorrento, laddove il numero dei casali in rapporto all’ area di pertinenza si ritrova ad essere più elevato che nel resto delle altre zone (1).

(1) Jalongo G. , op. cit. , pagina 33 e seguenti

© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Il sistema dell’ accessibilità in Penisola Sorrentina”, discussa dal Dott. Marco Fiodo, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Relatore Prof. Italo Talia.
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