27) Il nuovo assetto della città di Sorrento

Le trasformazioni del territorio sorrentino, si hanno già con l’avvento dei francesi,(1) ma è sotto il regno di Ferdinando II, che si verificano le maggiori innovazioni urbanistiche. Nel 1834, viene aperta la strada che da Castellammare conduce a Sorrento determinando la decisione del consiglio decurionale di allargare l’ingresso alla città con l’inevitabile abbattimento del castello, che si ergeva proprio al centro della piazza.(2) L’anno dopo viene demolita la muraglia contigua; in una foto del 1860, si vede che era rimasta solo la storica Porta del Piano e, alle sue spalle, il Sedile di Porta. Nel 1866 però anche la Porta del Piano viene rasa al suolo e analogamente si opera sul versante opposto: sia la Porta di Parsano con le due torri laterali, sia le mura adiacenti subiscono la stessa sorte tra il 1865 e il 1866, senza che alcuna autorità si opponga a tale scempio(3). Oltre alla creazione dell’odierna piazza Tasso, nel 1868 viene aperta un’arteria di collegamento tra la statale sorrentina e l’antica via Minerva, (l’odierno Corso Italia) che attraversa il cuore della città (Fig.20). Tutti gli isolati tra via Pietà e il decumano maggiore (via S.Cesareovia Fuoro) vengono tagliati da questa strada, con  la conseguenza che tutto il fronte strada dell’ antica via Pietà, dal campanile del Duomo in poi (verso ovest) viene perso. Chi percorre oggi questa strada, verso il Capo di Sorrento, può notare sul lato destro una fitta cortina di edifici ottocenteschi o edifici con facciata di quel periodo, risultato delle demolizioni avvenute e della presenza di edifici moderni verso l’ospedale. Lo stesso problema che si ebbe a Napoli con il risanamento,(4) si ebbe quindi anche a Sorrento. Un’altra sensibile alterazione si è avuta nel 1898(5), quando la necessità di collegare piazza Tasso con piazza S.Antonino, fino ad allora in comunicazione solo attraverso lo stretto vicolo di S.Antonino, ebbe come risultato il taglio di una nuova via, questa volta parallela ai cardini (l’attuale via L.De Maio), le cui cortine edilizie sono tutte costituite da facciate ottocentesche, laddove non vi è stata una sostituzione edilizia recente.
Note:
1) Infatti il decreto pubblico emanato da Giuseppe Napoleone nel 1808, rivestì un’importanza basilare per il futuro sviluppo della città.
2) V. Russo, Sorrento e la sua penisola, cit.,pag. 31; R. Di Stefano, Storia, architettura e urbanistica, in “Storia di Napoli”, ivi, vol.IX, pag. 648; R. Filangieri di Candida, op. cit., pag. 226. Il castello, costruito nel 1849 dalla famiglia Acciapaccia, un tempo faceva parte del sistema di difesa della città. La sua demolizione fu approvata con delibera comunale del 1840.
3) A.Di Leva, op. cit., pagg. 121-124.
4) R. Di Stefano, op. cit., pag. 678 e ss.
5) M. Fasulo, op. cit., pag. 228.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2004/2005 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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