3) Approfondimenti sul territorio della Costiera Sorrentina

LA PENISOLA SORRENTINA: DESCRIZIONE DEL TERRITORIO
La penisola Sorrentina è un territorio chiuso dal massiccio del Faito e di Monte S. Angelo a Tre Pizzi, protetto dalle colline e dalle propaggini montuose che cadono a picco sul mare e che delineano una zona con caratteristiche comuni anche se varie e articolate.
“Il corpo della Penisola si compone, infatti, di una successione di dorsali subparallele, separate da valli profonde o da solchi marcati, che consentono colpi d’ occhio di eccezionale interesse paesaggistico.
In essa non c’è quasi posto per le pianure, sicchè i centri sono sorti su lembi di terrazze o sulle falde meno acclivi e in corrispondenza di spiagge presso le quali si sono formate le cosiddette marine, cioè le gemmazioni litoranei dei centri più alti, che hanno assunto funzioni pescherecce, marinare, commerciali e balneari” (1).
Gli aggregati costieri di Vico Equense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’ Agnello, Sorrento e Massa Lubrense, ricoprono la terrazza poggiata sul costone tufaceo e si estendono verso l’ interno fino al crinale dei Monti Lattari, laddove si può volgere lo sguardo anche sulla costiera amalfitana.
Percorrendo la strada che congiunge questi centri è facile capire come per lunghissimo tempo la natura e la mano dell’ uomo abbiano realizzato un connubio sinergico. Da Vico Equense a Sorrento si può ammirare uno scenario di notevole originalità.
L’ asse longitudinale della Penisola Sorrentina è segnato dai rilievi collinari esistenti tra il Faito e il Monte San Costanzo che sovrasta Punta della Campanella; lungo tale asse si susseguono alture e conche, con punti prospettici di rara bellezza che si affacciano, appunto, ora sul versante sorrentino, ora sul versante amalfitano.
Questo territorio, suddiviso tra i vari comuni già elencati presenta una fascia costiera densamente abitata e alterata dalla mano dell’ uomo e una zona interna con un tessuto agricolo contraddistinto da colture tipiche e specializzate, con macchie di diversa tonalità di verde mediterraneo, dall’ ulivo all’ arancio, dalla vite al noce.
La costa settentrionale, alta e rocciosa a picco sul mare, cambia improvvisamente dalla marina di Meta, dove si trasforma in pianoro di tufo, alto sul mare circa 50 metri, solcato da valloni che raccolgono le acque delle pendici collinari e montuose e le riversano in mare.
Questa è la cosiddetta piana di Sorrento, l’ antica “planities” dove è concentrata buona parte dell’ edilizia abitativa e dove il paesaggio è stato in parte compromesso dal massiccio intervento dell’ uomo.
Le marine e i porti si susseguono da Meta a Piano fino a Sorrento, interrotti a tratti da piccoli spazi realizzati per lo più su scogliere usate per la balneazione.
La Penisola Sorrentina termina nel blocco di testa del comune di Massa Lubrense, promontorio di forma irregolare, accessibile attraverso strade interne collinari che, per la conformazione, non ha mai consentito uno sviluppo omogeneo, ma al contrario è rimasto suddiviso in varie frazioni, ognuna con le sue caratteristiche autonome.
Il suo aspetto risulta infatti, grazie a queste peculiarità, quasi immutato, ricco di colture pregiate, con un paesaggio solitario e solenne, che riesce a tramandare dopo secoli immagini ricche di valori naturali e culturali.
Il paesaggio della penisola non è, quindi, identificabile in un unico specifico e limitato aspetto, ma è un susseguirsi di prospettive di primo piano, di fondo secondo diversi punti di osservazione, una morfologia movimentata, con valori ambientali che hanno la loro massima espressione nella costa a falesie del piano di Sorrento, nella costa a picco sul mare, che da Punta campanella va a Positano e prosegue ancora in un equilibrato insieme di natura e costruzioni fino ad Amalfi.
La posizione della penisola, particolarmente felice, ha sempre fatto preferire questi luoghi per costruire residenze di piacere, sin dall’ epoca Osca e Romana, con ville e templi divini. Sul territorio sono infatti presenti notevoli testimonianze archeologiche.
Gli abitanti hanno trovato ne mare il loro sostentamento, ma anche nel territorio che, se talora impervio ma ben soleggiato e protetto dai venti, permetteva la coltivazione di essenze specifiche, imponendo però un’ intensa trasformazione del suolo con terrazzamenti, che caratterizzano l’ andamento della costa.
La struttura geologica della penisola sorrentina è costituita da un imponente promontorio calcareo-dolomitico, che divide il golfo di Napoli da quello di Salerno. Una variante nel paesaggio aspro e tormentato dei calcari è rappresentata da coperture di tufi grigi di origine vulcanica, che hanno formato in particolare l’ attuale piana di Sorrento, su cui si sono insediati i centri attuali di Meta, Piano di Sorrento, Sant’ Agnello e Sorrento.
Un fenomeno di notevole importanza è quello delle frane, che interessa anche i rilievi calcarei con pareti subverticali e con strati di franappoggio (monti Lattari).
La Penisola, come è noto, presenta molte situazioni di pericolo per frane e smottamenti. Nel comprensorio oggetto di studio si sono verificate una serie di frane e smottamenti che devono far riflettere sul degrado idrogeologico del territorio. Gli ultimi quarant’ anni sono pieni di esempi; ne ricordiamo i principali:
– 1963, 19 febbraio: frana sulla strada Termini – Nerano che sfiora l’ abitato della frazione e si riversa su Marina del Cantone.
– 1966, 23 novembre: frana in località Seiano in Vico Equense. Viene spazzata via la stazione ferroviaria (tre morti).
– 1967, 21 febbraio: frana in località Pozzano in territorio del comune di Vico Equense.
– 1967, 14 aprile: frana all’ altezza dei bagni di Pozzano nel comune di Castellammare di Stabia; seconda frana in località Bikini in comune di Vico Equense;
– 1971, 2 gennaio: frana il monte Pendolo nel comune di Gragnano che, travolgendo un albergo, causa sei morti.
– 1973, 16 febbraio: frana del monte san costanzo in località Mitigliano di Massa Lubrense che travolge due case coloniche, si registrano dieci morti.
. 1978, mese di ottobre: crollo sul porto di Sorrento di una parte del costone tufaceo sottostante l’ Hotel Terrazza con lunga chiusura della strada di accesso al porto.
– 1980. Frana il costone sottostante la terrazza Marinella soprastante la spiaggia nel comune di Sant’ Agnello.
– 1986. Interruzioni più o meno lunghe della S.S. 145 Sorrentina. Un morto sugli scogli del costone roccioso.
Altre frane si susseguono lungo il tratto Pozzano-Bikini fino all’ ultima del 10 gennaio 1997 che ha causato quattro morti e diversi feriti.
L’ ultimo evento occorso ha avuto dirompenza particolare e vasta eco, in Italia e all’ estero. Ha causato soprattutto profondo disagio per i residenti e grande apprensione per le categorie produttive.
Il tutto infatti è stato aggravato dalla chiusura della S.S. 145 Sorrentina, unica via d’ accesso al comprensorio (2).
(1) Rocco D., “Le Regioni d’ Italia – Campania”, UTET, 1976, pagina 508
(2) De Angelis A., “Il dissesto idrogeologico del territorio sorrentino”, in La Terra delle Sirene, 14, Sorrento 1997, pagina 9 e seguenti.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Il sistema dell’ accessibilità in Penisola Sorrentina”, discussa dal Dott. Marco Fiodo, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Relatore Prof. Italo Talia. Nessuna parte può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro, senza l’ autorizzazione scritta dell’ autore.

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