30) La Penisola Sorrentina e le vie del mare

I COLLEGAMENTI VIA MARE IN ARRIVO IN PENISOLA SORRENTINA
I COLLEGAMENTI VIA MARE IN PARTENZA DALLA PENISOLA SORRENTINA
Il sistema portuale della penisola sorrentina è caratterizzato dalla presenza di porti di III classe (L.84/94) che nel tempo hanno visto affievolire la loro attività commerciale e peschereccia. I cinque porti in questione (Tab. 4.8) chi più chi meno hanno trovato nuova vita nella fortissima richiesta di spazi destinati alla nautica da diporto, che ha determinato in breve tempo la saturazione delle poche strutture disponibili. Ciò ha spinto i comuni della penisola Sorrentina a puntare sulla riconversione dei loro porticcioli in chiave turistica, considerandoli non solo elemento indispensabile per un rinnovato input turistico, ma anche un’ occasione non trascurabile di incrementare i livelli occupazionali.
Per quanto riguarda i collegamenti via mare, attualmente il porto di Sorrento costituisce l’unico attracco della Penisola Sorrentina collegato a Napoli ed alle isole (Capri e Ischia) attraverso linee di navigazione pubbliche e private. Esso è il porto più attrezzato ed offre assistenza, servizi, forniture nautiche e servizi d’interesse pubblico (Ufficio Marittimo Locale, Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo). La sua parte più esterna è riservata ai traghetti e agli aliscafi; questi ultimi, però, attraccano anche all’esterno del molo di sopraflutto, cioè al molo di sottoflutto (ultimato agli inizi degli anni ’90) che si presenta con un lungo pontile rettilineo e normale alla costa.
I collegamenti marittimi con l’ isola di Capri per mezzo di aliscafo sono assicurati da dodici corse giornaliere in entrambe le direzioni, mentre quelli con Napoli da sette corse sia all’ andata che al ritorno; per l’ isola d’ Ischia invece vi è solo una corsa con mezzi veloci. Per mezzo di battello, che trasporta non solo persone, ma anche autoveicoli ci sono sette corse da Sorrento a Capri e viceversa.
La linea per Capri, come si può notare dalla Tab. 4.9 relativa all’ anno 1999, è naturalmente utilizzata in larga misura dai gruppi di turisti in escursione all’ isola azzurra o che devono raggiungerla per il loro soggiorno, ed in misura molto minore dai lavoratori pendolari (complessivamente essa occupa il 58,9% degli arrivi ed il 61, 6% delle partenze nel porto di Sorrento). Viceversa la linea per Napoli è usata soprattutto dai pendolari che risiedono a Sorrento ma che svolgono la loro attività a Napoli e che trovano nel collegamento marittimo comodità e velocità (rispettivamente 23,5% e 22,9%).
Tale tesi è ulteriormente confermata dalla statistica sui passeggeri sbarcati e su quelli arrivati nel porto sorrentino. Da essa si evince come ben il 75,5% dei passeggeri sia diretta verso Capri a fronte del più modesto 13,6% diretto verso il capoluogo partenopeo.

Per quanto riguarda poi la stagionalità dei collegamenti marittimi vi è la scontata corrispondenza con il dato riguardante quello degli arrivi e delle presenze complessive in Penisola sorrentina per cui troviamo le più alte percentuali nei mesi che vanno da maggio a settembre (v. Tab. 4.10).
Il trasporto marittimo da Sorrento è stato sicuramente incrementato, come testimonia il fatto che negli ultimi anni le corse per Napoli sono aumentate da due a sette; si ritiene che questo incremento sia avvenuto più a discapito degli spostamenti a mezzo di auto private che di quelle a mezzo della Circumvesuviana poiché c’è un’ apprezzabile differenza tra il prezzo del biglietto di aliscafo e quello della Circumvesuviana, mentre va a vantaggio dell’ aliscafo il confronto col costo dello spostamento su auto privata.
Inoltre nel periodo estivo, il Consorzio delle linee marittime partenopee ha istituito una nuova coppia di corse serali sulla linea Sorrento – Napoli (partenza da Sorrento alle 20:30; dal molo Beverello alle 21:05). Le due corse sono state programmate evidentemente per agevolare gli spostamenti dei pendolari sulle vie del mare, l’ alternativa più efficace per combattere il traffico caotico della statale sorrentina nei mesi estivi dato che il puntuale arrivo in costiera di migliaia di villeggianti napoletani contribuisce, nel periodo da luglio a settembre a far lievitare l’ esercito dei pendolari sulla rotta Sorrento – Napoli e ritorno.
Ora questa esigenza di arricchire l’offerta di collegamenti lungo questa direttrice ha sollecitato più volte l’attenzione verso ipotesi alternative basate, appunto sui collegamenti marittimi. Un sistema di collegamenti marittimi, però deve sufficientemente integrarsi con una rete infrastrutturale di attrezzature portuali e di trasporti terrestri. Un possibile itinerario che dal mare volesse connettersi con un itinerario “terrestre” avrebbe grandi difficoltà nel riconoscimento dei punti nodali sulla costa idonei dal punto di vista nautico e turistico e nello stesso tempo efficacemente collegati con le aree di interesse turistico interne. Lungo le coste campane si svolge un intenso traffico di linee di collegamento via mare, anche se molte compagnie di navigazione limitano i collegamenti ai mesi estivi e manca una razionalizzazione del sistema.
I maggiori flussi di traffico, attualmente, riguardano certamente le isole, ma una forte domanda alla mobilità marittima giunge non solo dalla penisola sorrentina che, come già detto, vede in questo nuovo modello di mobilità costiera una valida alternativa ai problemi di congestione del traffico terrestre, ma anche dagli scali intermedi che caratterizzerebbero il servizio metropolitano sulla direttrice Napoli – Salerno (Portici, Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia).
Lo sviluppo dei trasporti marittimi lungo la direttrice costiera fa considerare sempre di più il mare elemento integrativo del trasporto terrestre come alternativa per il traffico pendolare, ma anche elemento capace di promuovere e valorizzare zone lontane dal capoluogo o comunque difficilmente raggiungibili da terra.

© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Il sistema dell’ accessibilità in Penisola Sorrentina”, discussa dal Dott. Marco Fiodo, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Relatore Prof. Italo Talia.
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