15) La stagionalità del turismo in Costiera Sorrentina

I flussi turistici secondo i periodi dell’anno
Anche in Penisola sorrentina, come in gran parte delle località turistiche, si sente fortemente il problema della stagionalità Sia in campo alberghiero sia in campo extra-alberghiero.
Questo problema può essere esaminato meglio attraverso le tabelle 3.10 e 3.11 e il grafico allegato, che mostrano chiaramente un addensamento di presenze sia italiane che straniere nei mesi centrali dell’ anno, vale a dire da marzo a ottobre. In questo periodo dell’anno, infatti, si riversa in costiera sorrentina 1’87% del flusso turistico alberghiero annuale. Il fenomeno è maggiormente sentito in campo extralberghiero, dove la stagione si racchiude in sole sei mesi: da aprile a settembre, quando cioè giungono a Sorrento il 90% dei villeggianti e dei campeggiatori.
Tornando al settore alberghiero le punte più alte si registrano ad aprile maggio e settembre. I mesi più penalizzati risultano, viceversa, gennaio e febbraio.
La componente delle presenze estere mostra una dinamica più continua, poiché valori elevati si riscontrano negli otto mesi che vanno da aprile a novembre, mentre da dicembre a marzo si registrano presenze limitate. Al contrario le presenze italiane sono particolarmente intense da aprile a dicembre con un’ attenuazione nei mesi di giugno e luglio.
Anche in questo caso i mesi morti risultano essere gennaio e febbraio, anche se le percentuali di arrivi e presenze sono maggiori di quelle straniere.
Si può notare come negli ultimi anni vi sia la tendenza ad allargare la stagione turistica cosicchè sono aumentati per esempio gli indici alberghieri di gennaio, di febbraio e, in misura inferiore anche quelli di dicembre.
Una campagna di propaganda rivolta agli operatori turistici esteri sta cercando di far comprendere che anche nei periodi autunnale ed invernale, grazie anche ad incentivi locali di natura artistica, culturale ed economica, schiere sempre più consistenti di turisti potrebbero raggiungere la penisola sorrentina, occupando le strutture sotto utilizzate e mettendo in moto l’ economia sorrentina che in questi mesi si ferma quasi del tutto.
Pertanto per incentivare i flussi turistici verso la costiera sorrentina, spuntano da più parti proposte di attuare dei programmi complessivi con itinerari guidati, manifestazioni culturali, iniziative speciali. Alcune associazioni culturali si sono adoperate proprio in questo senso, inquadrando i propri progetti nell’ ambito degli “incentivi agli investimenti turistici” dell’ Unione Europea, che ha approvato per l’ Italia la cosiddetta “sovvenzione globale” e cercando di far nascere quell’ attrattiva culturale che a Sorrento manca.
In effetti, oggi c’è una cospicua fetta di turisti interessati a visite di carattere culturale, anche se abituati ad alloggiare a Sorrento per poi spostarsi verso Napoli.
Ecco perché sono sempre più numerosi gli alberghi che hanno protratto il periodo di apertura e addirittura che restano aperti tutto l’anno. Nel 1999 gli esercizi che non hanno fermato l’attività sono stati circa il 50% (la restante parte resta chiusa dai due ai quattro mesi) offrendo tariffe facilitate ed incentivi vantaggiosi.
Da più parti, quindi, si avverte l’esigenza di “destagionalizzare” i flussi turistici, non soltanto diminuendo gli arrivi massicci nei mesi caldi ma offrendo tariffe facilitate nei, mesi “morti” per attrarre anche chi non può permettersi spese sostenute. La combinazione prezzi vantaggiosi, percorsi della ristorazione e del commercio potrebbe essere, quindi il punto di forza per un turismo invernale di non limitata entità.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Il sistema dell’ accessibilità in Penisola Sorrentina”, discussa dal Dott. Marco Fiodo, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Scienze politiche dell’ Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Relatore Prof. Italo Talia.
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