25) Il Palazzo Pomarici Santomasi a Sorrento

4.6 Palazzo Pomarici Santomasi
Un’ulteriore testimonianza dell’edilizia civile settecentesca a Sorrento è rappresentata dal Palazzo Pomarici Santomasi, attuale Museobottega della tarsia lignea (Fig.19), proprietà di un privato che lo ha reso museo sul finire degli anni novanta. Si tratta di un palazzo il cui impianto settecentesco denuncia i caratteri di un’architettura di provincia, sviluppata su reminiscenze di strutture più importanti. Si ignora la famiglia patrizia che lo fece costruire: le ricerche d’archivio si fermano alla seconda metà dell’Ottocento, quando divenne la dimora del barone Achille Pomarici Santomasi di Gravina di Puglia. L’utilizzazione del palazzo quale sede espositiva dell’artigianato artistico sorrentino, ha favorito la realizzazione di un progetto di restauro, particolarmente attento alla salvaguardia delle memorie storiche ed architettoniche legate al fabbricato(32). Sono state prima rimosse le molte parti superflue, che nel corso dei secoli  erano state aggiunte alla struttura originaria; poi nella successiva fase di consolidamento statico delle vecchie murature tufacee, danneggiate tra l’altro dal terremoto del 1980, sono stati riportati alla luce i vari dettagli architettonici e decorativi dell’impianto settecentesco ed in particolare, la piccola scala a sviluppo elicoidale, che collega con un’altezza di oltre dieci metri, il piano terra con il secondo piano (Foto 79). L’esistenza di questa scala, costituita da scalini in tufo pipernoide, era del tutto ignorata prima dei lavori, essendo stata murata in epoca remota. Quando sono state rimosse le tele dai soffitti per completare l’indagine strutturale, si scoprirono i parati del Settecento in carta dipinta a mano, che ancora rivestivano l’intradosso dei vecchi solai in legno del primo e del secondo piano (Foto 80). La rimozione delle tele ha evidenziato inoltre, sulle pareti di alcune stanze del secondo piano, il tratto superiore di una fascia affrescata che incorniciava il soffitto. Una lenta e minuziosa raschiatura dello strato di pittura, che ricopriva le pareti fino all’altezza delle tele ed il successivo fissaggio dei colori, ha consentito il recupero non solo degli affreschi dell’intera fascia (Foto 81), ma anche di quelli relativi alla zoccolatura ed alle cornici  emerse lungo le pareti ed intorno ai vani di passaggio(33). Al primo piano, dove tra l’altro ci sono due sale coperte da finte volte affrescate nell’Ottocento con motivi neoclassici (Foto 82; 83), i parati e gli affreschi si sono presentati in condizioni precarie e con motivi decorativi diversi da quelli del secondo piano (Foto 84). Il restauro del palazzo è stato completato, utilizzando per le rifiniture materiali e tecniche di lavorazione ricorrenti nella cultura architettonica locale. Il successivo progetto di allestimento per l’esposizione della collezione antica e moderna, è stato gestito in modo da articolare su quattro piani un percorso didattico che potesse documentare, attraverso sezioni distinte, l’arte della tarsia lignea in tutte le sue molteplici sfaccettature, senza turbare la valenza architettonica e la ritrovata decorazione dei vari ambienti(34). Il palazzo, che si sviluppa su quattro livelli, presenta nel primo registro un doppio portale d’ingresso a tutto sesto lavorato in piperno, semplice e armonioso (Foto 85). Al piano ammezzato dell’edificio, due coppie di finestre disposte simmetricamente, descrivono il secondo registro. Le centrali, in corrispondenza dei portali d’ingresso, sono di forma rettangolare, mentre le altre due, ai lati della facciata, presentano il coronamento sovrastato da una cornice a timpano tondo, motivo che è una costante in tutte le altre finestre dell’edificio (Foto 86). Il terzo registro è caratterizzato da una balconata nella zona mediana, che rende comunicanti due locali del primo piano, sempre corredato nella parte superiore dalla cornice di coronamento a timpano tondo, ma con la soglia sagomata da  mensole scolpite (Foto 87), mentre ai lati del ballatoio, si innestano altre sue finestre, strutturalmente simili a quelle del secondo registro, ma di maggiore grandezza. Tale motivo si ripeterà anche nel quarto ordine, ma ogni apertura è realizzata a mo’ di balcone. Il piano terra si sviluppa in una serie di piccole sale nelle quali è stata organizzata l’esposizione e la commercializzazione della collezione moderna che si compone di oggetti e mobili intarsiati con temi decorativi legati alla cultura del nostro tempo.  L’androne, arricchito sulle pareti da due busti in terracotta raffiguranti Torquato Tasso ed Eleonora d’Este, è il baricentro del palazzo e funge da reception. Successivamente, mediante alcune scale si giunge ai piani superiori e alle sale espositive.
Note:
32 A. Fiorentino, Il Museobottega della tarsia lignea a Sorrento, Napoli, 1999, pag. 11.
33 A. Fiorentino, op. cit., pag. 11.
34 A. Fiorentino, op. cit., pagg. 11-12.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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