I tesori presepiali della Congregazionella (7)

La Chiesa dei Servi di Maria di Sorrento, che si trova lungo Via Sersale (a pochi passi dalla Cattedrale di Sorrento) è un autentico scrigno pieno di tesori artistici.
Nel periodo delle festività natalizie, però, la magnifica Chiesa Sorrentina (solitamente aperta al pubblico solo la domenica mattina ed in occasione delle principali festività religiose), oltre a richiamare l’ attenzione dei Sorrentini che affettuosamente la chiamano “Congregazionella” finisce al centro dell’ interesse generale per le particolarità che caratterizzano il suo presepe e per alcuni rarissimi pastori.
A differenza di altre chiese, infatti, la Chiesa dei Servi di Maria di Sorrento custodisce circa quaranta seicentoni. Si tratta di pastori del XVII secolo che differiscono per dimensioni e per fattura da quelli che hanno reso famosa la produzione di pastori della tradizione del settecento napoletano.
Di dimensioni maggiori, rispetto ai “parenti” di epoca settecentesca, i seicentoni (solitamente alti una quarantina di centimetri) risultano essere di forma leggermente più tozza e si caratterizzano anche per un diverso genere di espressione del viso.
La rara collezione è utilizzata per dar vita ad un magnifico presepe che si trova in una piccola cappella posta alla destra dell’ altare maggiore. Le uniche eccezioni riguardano le statuine che compongono la Sacra Famiglia: quelle della Madonna, di San Giuseppe e dei due angeli che volano sopra la capanna, infatti, sono del secolo successivo e, dunque, sono veri e propri pastori del settecento napoletano (così come del resto si può facilmente arguire guardando la finezza dei lineamenti e, per l’ appunto, le dimensioni delle statuine stesse).
La statua del Bambino Gesù, invece, è una vera e propria opera d’ arte. Essa è scolpita in legno ed è certamente uno dei pochi pezzi del genere presenti in tutta la provincia napoletana.
Pur ospitando pastori di varie epoche, il Presepe della Chiesa dei Servi di Maria, risulta essere armonico, di squisita fattura e bello a vedersi. Per realizzarlo, infatti, ci si è attenuti ad una scenografia di tipo tradizionale che pone la scena della Natività in un ambiente di stile orientale ed i  particolare tra i ruderi di un tempio.
Tra le particolarità che rendono unico il presepe della Congregazionella di Sorrento, inoltre, figura anche il materiale prescelto per la realizzazione dello scoglio. Al posto del sughero largamente adoperato in tutto il napoletano, infatti, si è scelto il legno di cipresso.
Sempre tra i tesori natalizi custoditi nella stessa chiesa, inoltre, figurano anche un Gesù Bambino di terracotta alloggiato in una splendida culla d’ argento e soprattutto, due pastori del quattrocento: si tratta di due piccole statuine di legno che ritraggono san Giuseppe e la Madonna.
Essi sono dei pezzi davvero unici perché sono tra i primi esemplari che hanno cominciato a caratterizzare la produzione dei pastori soprattutto in ambiente ecclesiastico e nobiliare a partire, per l’ appunto, proprio dal XV secolo.
Nota in tutto il mondo per l’ essere la Chiesa in cui, da secoli, si organizza la famosa processione nera del venerdì santo a Sorrento, la Congregazionella (che deve il suo affettuoso nomignolo proprio al fatto che ospita la Congregazione affiliata all’ Arciconfraternita della Morte che organizza il celebre rito penitenziale della settimana santa a Sorrento) non solo è al centro dell’ attenzione in occasione delle festività pasquali, ma anche durante il periodo natalizio.
Essa, in ogni caso, risulta essere interessante anche per la presenza di numerose e magnifiche tele del pittore Carlo Amalfi, per la stupenda statua lignea che raffigura il Cristo Morto (e che è al centro di una antica leggenda), per un raffinato pulpito in legno intagliato, oltre che per una superba collezione di paramenti sacri e per molte altre particolartità.
Fabrizio Guastafierro

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