10) Sorrento, il Sedil Dominova oggi

2.3.3 Il Sedile Dominova oggi
Situato all’ incrocio tra via S. Cesareo e via P. R. Giuliani, è l’unico esempio di antico sedile rimasto in tutta la regione(31) ( Fig.8). La costruzione attuale risale sec. XVI. Esso ha due lati esterni aperti da grandi arcate polistili a tutto sesto in piperno (Foto 61), con arcaici capitelli dalle lunghe foglie nervate (Foto 62; 63), in netto contrasto con la classicheggiante cornice di coronamento(32). Sullo spigolo esterno in alto, sono scolpiti due stemmi, di cui uno reca i gigli angioini di Francia (Foto 64) e l’altro le losanghe, simbolo della “gloriosa” città di Sorrento(33) (Foto 65). La cupola, è ad embrici maiolicati di color giallo, bianco e verde e fu costruita nella seconda metà del XVIII secolo ad opera di un maestro “rigiolaro” della città di Napoli (34) purtroppo della sua decorazione interna, è rimasto ben poco (Foto 66). C’è da dire che l’ intero sedile era stato sottoposto a continui lavori per il suo completamento, fin dal lontano 1611, anno in cui si deliberò per la prima volta, di stanziare a tal fine una somma di ducati(35). All’interno le pareti sono affrescate secondo il gusto settecentesco con finte architetture (Foto 67; 68), attribuibili ad un non ben identificato artista formatosi alla scuola di Carlo Amalfi. Sulla porta che immette alla piccola saletta interna, troneggia un grandioso stemma affrescato della città (Foto 69): ma un dettaglio interessante emerge nella parte in basso a destra di chi guarda l’arma cittadina, dove infatti, sono ben visibili alcuni ornamenti dei collari, probabilmente di due ordini cavallereschi di casa Borbone (Fig.9). Ciò lascia supporre la sovrapposizione delle insegne cittadine a quelle degli ultimi re delle due Sicilie, o comunque, in epoca post-unitaria e quindi, successiva al 1861(36). Comunque questa scoperta, ha generato nuovi interrogativi, vale a dire se sotto i dipinti oggi visibili, ce ne siano altri ancora più antichi. Questa possibilità, può essere ipotizzabile, se ci riferiamo alla parete dove è presente lo stemma di Sorrento e dalla quale si accede ai locali della segreteria della Società Operaia, mentre è improbabile per l’altra parete, perché essa potrebbe essere stata realizzata in seguito alla demolizione della chiesa di S. Salvatore a Dominova(37). E’ ovvio che solo con il trasporto delle pitture in questione, si può svelare il mistero se al di sotto di queste ve ne siano altre più antiche: un’operazione che comunque, non è mai stata presa in questione dagli organi competenti. Il sedile presenta anche una saletta, che raccoglie vari cimeli della Società Operaia e che in passato ha raccolto alcune antiche iscrizioni marmoree che sono state successivamente trasferite al Museo Correale. Nello stesso Museo è anche conservato un dipinto del Duclére, dove è rappresentato il pittoresco largo del Sedil Dominova con al centro una fontana a forma di pilastro (Fig.10). Oggi la fontana non esiste più, ma è ricordata con il nome di “Schizzariello”, che ancora si dà comunemente alla piazzetta antistante il sedile.
Note:
31 Napoli, ad esempio, ne possedeva ben ventinove, sei maggiori e ventitré minori, che purtroppo, con l’ editto borbonico del 25 aprile del 1800, furono aboliti nelle loro funzioni ed ordinata la loro sparizione. Cfr. B. Capasso, op. cit., pag. 25 e ss.; M. Fasulo, op. cit., pag. 458; R. Pane, Sorrento cit., pag. 106 e figg. pagg. 63-64.
32 G. B. Pacichelli, Il Regno di Napoli in prospettiva, Napoli 1703, vol. I pag. 99; V. Russo, op. cit .pag. 59.
33 R. Filangieri Di Candida, Sorrento e la sua penisola, in “Italia Artistica”, vol. 82, Napoli, 1929, pagg. 91-95.
34 P. Aversa, op. cit., pag. 28.
35 Per seguire tutti i lavori di ristrutturazione della fabbrica cfr. P. Aversa, ibidem, pagg. 23-35.
36 F. Guastafierro, op. cit.,pagg. 80-81.
37 F. Guastafierro, op.cit., pagg. 82-83.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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