11) Sorrento e lo stemma a sei losanghe

2.3.4 Il problema dello stemma a sei losanghe del Sedile Dominova
Tra le cose che risaltano con più evidenza nell’ambito del sedile, oltre alle bellezze architettoniche e artistiche, ci sono i due stemmi tufacei, che come abbiamo precedentemente citato, sono posti entrambi sulla parte alta del monumento. Uno di questi, precisamente quello che rappresenta lo stemma di Sorrento, però ha una particolarità: esso infatti presenta sei losanghe (Fig.11), mentre l’affresco che rappresenta il medesimo stemma della città all’interno del sedile ne presenta cinque (Fig.12). Per far fronte a questo problema sono state vagliate varie ipotesi, tra le quali anche la possibilità di un grossolano errore di manifattura, che possa aver fatto sì che le cinque losanghe non siano potute entrare nello scudo. Questa supposizione però, non è attendibile e va subito scartata, soprattutto se si considera la precisione del cesello riscontrabile sia nel dipinto, che nello stemma angioino(38). E’ molto probabile invece, l’ipotesi di una variazione dell’ insegna sorrentina nel corso degli anni, visto che tale concetto, troverebbe una giustificazione sotto il profilo devozionale. Infatti ogni losanga rappresentava i Santi Protettori del tempo, ossia S. Antonino (patrono attuale), S. Attanasio, S. Baccolo, S. Renato, S.Valerio (i quattro Santi vescovi di Sorrento) e S. Gennaro (patrono di Napoli), come si evince anche dagli affreschi riportati sul soffitto della navata centrale della Cattedrale(39). Successivamente, tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XVI secolo, lo stemma dipinto fu modificato, eliminando una losanga e riducendole a cinque. La losanga eliminata, era quella che doveva rappresentare S. Gennaro, anche se non sono chiare le ragioni della diminuita importanza del patrono di Napoli: forse, l’ipotesi più attendibile è quella che si sarebbe voluta esaltare l’importanza civica del ruolo ricoperto dai quattro Santi Vescovi locali e dal patrono e quindi la scomparsa della sesta losanga, sarebbe avvenuta per motivi “campanilistici”(40).
Note:
38 F. Guastafierro, op. cit., pag. 82.
39 In questo affresco sono presenti altri due Santi: S. Francesco Saverio e S. Biagio. Cfr. F. Guastafierro, op. cit., pag. 46
40 F. Guastafierro, op. cit., pag. 102.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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