12) Sorrento nel tardo Rinascimento

2.4 L’edilzia civile nel rinascimento e nel tardo-rinascimento
Verso la fine del XV secolo, si verifica un attardamento dello stile catalano che gradualmente perde i suoi caratteri più specifici per assumere forme più lineari. Contemporaneamente, le maestranze locali assimilano il nuovo linguaggio introdotto dalla Toscana a Napoli nella metà del XV secolo alla corte di Alfonso V il Magnanimo(41). Le fabbriche locali, sia religiose che civili, evidenziano questa fase di transizione tra catalano e la nuova architettura del XVI secolo. Nell’ edilizia civile, gli elementi di passaggio sono rappresentati ancora una volta dai portali di antichi palazzi nobiliari di Sorrento sparsi, per l’ appunto, un po’ dovunque nel centro storico di Sorrento, nei quali, già si è sottolineata l’evidente continuità insediativa. Uno dei portali che sembra collocarsi all’inizio di questa evoluzione è in via Fuoro e appartiene all’ edificio con la monofora in tarsie di tufo;(42) esso presenta ancora l’andamento catalano dell’arco depresso, marcato da una doppia cornice, mentre i piedritti si sono notevolmente abbassati (Foto 11). Al n. 21 di via Pietà (Foto 23) e al n. 8 di vico S.Aniello (Foto 53), ci troviamo di fronte a forme rinascimentali: infatti rispetto al portale precedente di via Fuoro, l’arco è a tutto sesto e la cornice che lo inquadra presenta un andamento continuo da un lato all’altro senza interruzione all’imposta dell’arco. Quel tipo di portale è presente in vari edifici civili, il più importante dei quali è il palazzetto di vico Galantario(43) (Fig.13). Esso è caratterizzato dal portale d’ingresso a tutto sesto (Foto 24), molto simile al portale precedente di vico S. Aniello, e da una finestra inquadrata al piano terra (Foto 26). Ma l’elemento architettonico dominante è rappresentato dalla loggetta (Foto 25), ingabbiata dai palazzi di più recente edificazione a Sorrento. Essa è scandita da due lesene (Foto 27; 28) e semicapitelli laterali (Foto 29; 30) e due colonne centrali sormontate da capitelli classicheggianti (Foto 31). Entrambi presentano la caratteristica palmetta rovesciata (Foto 32). La copertura del primo piano è stata totalmente ricostruita e tale intervento ha fatto sparire le arcate che sormontavano le colonne e le volte a vela di copertura delle scale, delle quali, resta un capitello pensile ancora in situ (Foto 33). Moduli architettonici simili sono presenti nel palazzetto napoletano quattrocentesco sito in via S. Arcangelo a Baiano.(44) Un’altra analogia era riscontrabile nei peducci d’arco di una sala con volta a botte lunettata, all’interno del ristorante non più esistente “Il gatto nero”. L’ambiente, doveva avere l’impianto rinascimentale e probabilmente era frutto del lavoro di un unico lapicida o della stessa bottega attiva in penisola sorrentina.(45)
Note:
41 A. Venditti, op. cit., Vol. XIII pag. 3.
42 Cfr. Cap. I, par. 1.3.
43 R. Pane, Sorrento cit., pag. 104-105; C. Robotti, op. cit., pag. 6.
44 R. Pane, Il Rinascimento cit., vol II, pag. 64 e fig. 39.
45 A. Marotta, op. cit., pag. 122.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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