16) Palazzo Brandimarte a Sorrento

3.4 L’ex Palazzo Brandimarte
Tra i vari edifici di interesse storico-artistico che Sorrento possedeva, non sono in molti a ricordare l’esistenza di un seicentesco palazzo, ubicato non lontano dal centro storico, in vico III Rota e appartenuto alla famiglia Brandimarte. Le notizie riguardanti il palazzo sono scarsissime, mentre pressoché nulle, sono quelle che riguardano la famiglia. E’ probabile che la disinformazione inerente a tale palazzo, sia dovuta proprio alla mancanza di notizie su di esso, dato che allo stato attuale, l’unico documento a noi disponibile è una proposta di recupero comunale del 1982. Sappiamo che prima del terremoto del 1980, venne chiesto alla Soprintendenza di assoggettare palazzo Brandimarte ai vincoli previsti dalla legge n.1089/39 sulle “cose d’interesse artistico e storico” e n.1497/39 relativa alle “bellezze naturali”. Con il successivo atto n.1498, adottato dalla Giunta Municipale di Sorrento nella seduta del 16/9/1980, con oggetto “zone urbane di particolare degrado”, si stabilì “l’obbligo della redazione del piano di recupero” in tutte le zone individuate e che il rilascio della concezione edilizia fosse subordinato allo svolgimento di tale adempimento preliminare. Successivamente con il sisma del novembre del 1980, l’ edificio seicentesco subì ingenti danni, per i quali, vennero emanate due ordinanze sindacali, nel novembre e nel dicembre dello stesso anno, di “demolizione delle parti pericolanti”. Una successiva ordinanza sindacale emessa nel gennaio del 1981, disponeva la demolizione degli ultimi due piani e del sottotetto, per l’alleggerimento delle strutture verticali sottostanti: pertanto dall’aprile del 1981, l’ immobile storico di Sorrento era praticamente ridotto al solo piano terra, probabilmente la parte più preziosa ed interessante, per la quale però non furono neppure effettuate le necessarie opere di copertura, per la protezione dalle infiltrazioni d’acqua. Il consiglio comunale di Sorrento con l’atto n.219 del 1981, ai sensi delle leggi 457/78 e 219/81, adottò un “piano di recupero” presentato dall’allora proprietario dell’immobile. Ma il piano, che costituì una variante al P.R.G., fu oggetto di numerose polemiche, poiché prevedeva la demolizione e cancellazione delle testimonianze storico-edilizie, con la costruzione di un moderno palazzo residenziale. Il comune di Sorrento, dal canto suo, sebbene spinto soprattutto dagli operatori culturali che diedero il loro contributo con alcune osservazioni, non affrontò mai pienamente il problema. Le obiezioni e le polemiche si protrassero per lungo tempo, ma non fermarono le volontà e le intenzioni del proprietario e così, sulle ceneri dello storico palazzo sorrentino, sorgono oggi vari negozi e il tanto discusso edificio residenziale. Attualmente, ciò che rimane dell’ antico edificio di Sorrento, è un piccolo casolare, inglobato dalle moderne costruzioni, che quasi, passa inosservato (Foto 110). Dal progetto di recupero, possediamo però alcune informazioni riguardanti la struttura (Fig.15-16), che prevedeva quattro vani al piano terra, adibiti ad uso agricolo ed altri quattro rispettivamente nel primo e nel secondo piano, adibiti ad uso residenziale. Il portale era in piperno, con arco a tutto sesto, che poggiava sui capitelli dorici dei due pilastri laterali con in alto, lo stemma della famiglia. La struttura complessiva, funzionale e tipologica del palazzo, insisteva su pareti perimetrali, con un sistema architettonico originalissimo di archi e volte a vela. Non poteva mancare il giardino circostante, con la presenza diffusa di stucchi e colonnati. E’ chiaro che stando a queste poche notizie strutturali, il palazzo non poteva passare inosservato e che nella sua integrità, l’ edificio doveva essere una delle più belle testimonianze dell’ architettura seicentesca a Sorrento.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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