18) Gusti architettonici a Sorrento nel Settecento

4.2 L’eco di Sanfelice e Vaccaro negli edifici civili di Sorrento
E’ proprio l’influenza di Vaccaro e Sanfelice a determinare il gusto architettonico tipico dell’area sorrentina, reinterpretato abilmente da maestranze locali. Il clima culturale era molto attento alle innovazioni rivoluzionarie dell’ ideologia illuminista, ma soprattutto nel campo artistico si verificò una netta inclinazione per il gusto “rocaille” fino al Settecento inoltrato, sia nell’ edilizia civile che  in quella religiosa. I palazzi sono caratterizzati da un portale in piperno che immette in un androne con volte a botte lunettata; molto spesso sono ancora leggibili, appena varcato l’androne, dei grandi stemmi, dipinti sotto la volta, delle famiglie aristocratiche committenti. E’ possibile fare una distinzione tra alcuni portali di edifici riferibili ad una corrente di ascendenza “sanfeliciana”, ed altri più genericamente comuni a tutta l’edilizia civile settecentesca dell’area sorrentina e napoletana in genere(5). Caratteristica di questi portali sono le fasce sporgenti o piatte che aprono a intervalli regolari le cornici dei piedritti e dell’arco, suddivise in modo tale che una di esse, si trovi in corrispondenza della chiave dell’arco e due sull’imposta(6). Della corrente d’ impronta “sanfeliciana”, il portale, di cui si conosce il periodo di costruzione, si trova in piazza S. Francesco (Foto 44); la data 1728, è scolpita sulla chiave dell’arco (Foto 45); le fasce presentano una decorazione simile, eccetto le due che costituiscono l’imposta dell’arco e quella della chiave. Analoghi moduli architettonici presenta il portale del vicolo di S. Antonino, poco distante l’omonima basilica; benché privo di alcuna datazione ed in forme più schematiche, costituisce un interessante confronto con il precedente (Foto 55). Tre mensole sostengono la soglia del balcone (Foto 56). Del 1737-’39, è invece, il portale ubicato nella piazzetta del Sedil Dominova, che presenta fasce piatte tranne quelle dell’imposta dell’arco (Foto 49). Molto elaborate sono le mensole che sostengono i balconi rettangolari del primo piano, una delle quali riporta lateralmente la data scolpita(7) (Foto 50). L’ultimo esempio è costituito dall’imponente portale in via S. Cesareo n.34, caratterizzato da fasce o bugne piatte (Foto 6). Esso inoltre, è inquadrato in una cornice rettangolare. Il sontuoso balcone sovrastante, che presenta una soglia dal sinuoso andamento mistilineo, è collegato al portale attraverso i tre mensoloni che lo sorreggono, poiché quello centrale, si integra nell’arco diventandone chiave di volta, mentre i laterali, si impostano in asse sul prolungamento verticale delle cornici che affiancano i piedritti (Foto 7). Gli altri balconi del piano nobile, hanno soglie sagomate da mensole scolpite; il coronamento è costituito da una decorazione in stucco sovrastata da una cornice a timpano tondo tra due tratti rettilinei(8) (Foto 8). Anche nell’arioso cortile interno è ripetuta, sulle aperture della balconata del primo piano, la stessa decorazione.
Note:
5 R. Mormone, op. cit., pagg.1142-1146.
6 R. Pane, Architettura, cit., pag.191.
7 I balconi sorretti da graziose mensole sono sparsi un po’ dovunque per la città, anche in edifici dell’ottocento.
8 Tale tipologia è comune nei coevi edifici civili napoletani, come nelle facciate dei due palazzi contigui al largo Carità, alla Sanità o a via Chiaia. Tutti presentano delicati ornati di stucco, esempio del gusto sanfeliciano e vaccariano. Cfr. R. Pane, Architettura, cit. pag.187.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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