21) Antica Casa Grande dei Correale

4.3.2 L’antica “Casa Grande”, attuale Palazzo Correale
La “Casa Grande” di questa famiglia, fu anch’essa costruita nell’arco di tempo che va dalla fine del Seicento agli inizi del Settecento. Questa casa palaziata, che si sviluppa su tre livelli, presenta sulla facciata principale al primo registro, l’elegante portale d’ingresso (Foto93) che, rispecchiando il gusto dell’architettura napoletana settecentesca, è tutto lavorato in piperno ad eccezione degli zoccoli che sono in pietra dura ed ha le piccole basi in marmo. L’arco a sesto ribassato è sostenuto da piedritti rientranti nel punto d’imposta dell’arco e la sporgenza tra il piedritto e l’arco, è sostenuta da peducci scolpiti (Foto 94). Il raccordo tra il balcone sovrastante e il portale, è costituito da due gonfie volute che fungono da mensole e appoggiano su due pilastri laterali (Foto 95). Al centro dell’arco vi è un grosso cartiglio a volute, che reca scolpita la seguente iscrizione: “Antonius Archidiaconus et Dominicus Correale Patrici sibi suisque A.D. 1768”(17) (Foto 96). Sul lato sinistro del portale, due aperture con modanature in piperno, immettono negli attuali negozi. Ad essi corrispondevano, come attesta la documentazione del 1777, gli antichi bassi che simmetricamente occupavano anche il lato destro. Al primo piano dell’edificio, un balcone centrale fa corpo con il portale: le mensole, sostenute da gattoni, sono in piperno, mentre le cornici di coronamento delle finestre, anticamente di color grigio, sono in stucco bianco(18). Al terzo registro, altri cinque balconi servono il secondo piano nobile: anch’essi hanno mensole e gattoni in piperno e le finestre sono semplicemente inquadrate da cornici in stucco (Foto 97). Entrando per il portone principale si trova il cortile coperto con volte a botte, con al centro, il dipinto dello stemma della famiglia (Foto 98). Il muro di fondo del cortile, è una splendida decorazione maiolicata del Settecento, con un’enorme varietà cromatica, che diventa quasi un ideale prolungamento del portale, secondo la sequenza “portale-vestibolo-scenografia” e con un effetto ottico particolarissimo(19). Le maioliche rappresentano in prospettiva un colonnato di gusto vanvitelliano, scorci paesaggistici, viali, vasi e personaggi tratti dalle figurazioni tipiche dell’arazzeria coeva (Foto 99). Sullo sfondo, è presente un’ esedra di colonne con al centro una nicchia (Foto 100). I colori del verde ramina, del manganese bruno-viola e del giallo antinomio, sono i soliti della maiolica napoletana(20). Questo pannello maiolicato è datato 1772 (Foto 101), ma le cattive condizioni non danno lettura della firma dell’artefice; forse è da attribuirsi al maestro “riggiolaro” napoletano Ignazio Chiaiese, che in quel tempo realizzava nei dintorni di Sorrento numerosi pavimenti maiolicati(21). Lo spazio ubicato di fronte al vano scala era destinato alla cucina, attrezzata con dispensa. Oggi il cortile, è utilizzato dall’attuale proprietario come zona espositiva di fiori e piante, mentre la scala che serve i piani superiori è una scala a pozzo. I ballatoi, hanno coperture a vela e le rampe hanno copertura a botte. Arrivati al ballatoio principale, si entra nell’appartamento del piano nobile, che fu dell’illustre Marchese Antonio Sersale.
Note:
17 A. Marotta, op. cit., pagg. 153-154.
18 “…di color pardiglio, con gli sporgenti timpani chiusi con fastigi che le sormontavano…”Docum. 1777, cit.
19 R. Pane, Sorrento cit., pag. 108 e nota 34; A. Marotta, op. cit., pag. 154; Labrot, Baroni in città, residenze e comportamenti dell’aristocrazia napoletana, 1530-1754, Napoli, 1979, pag. 80.
20 Cfr. Olimpia De Simone, Pavimenti e rivestimenti maiolicati a Sorrento, in “Terra delle Sirene” pagg. 41-47.
21 Infatti fu attivo dal 1757 anche in numerose chiese del territorio di Massalubrense. Cfr. E. Alamaro, F. Tanasi, La maiolica delle Sirene, Napoli 1993, pag. 287.
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’EDILIZIA CIVILE A SORRENTO”, discussa dal Dott. Paolo Ziino, nell’ anno accademico 2000/2001 presso la Facoltà di Lettere dell’ Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (Corso di laurea in conservazione dei beni culturali). Relatore Prof. Francesco Divenuto.
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