La presenza Francescana a Sorrento e in Penisola Sorrentina

INTRODUZIONE
L’ ordine francescano appartiene al ramo degli ordini mendicanti fondato da San Francesco ad Assisi nel 1208 e poi diviso in tre famiglie autonome: frati minori, frati minori conventuali e frati minori cappuccini. La regola da lui composta su istanza del cardinale Ugolino de’ Conti, più tardi Papa Gregorio IX, ed approvata solennemente da Onorio III nel 1223, era formata da 12 capitoli: essa prescriveva una rigida ed assoluta povertà, il lavoro per procurarsi il cibo e l’ elemosina come mezzo sussidiario di sostentamento.
L’ ordine, che si propagò rapidamente al punto che, vivente ancora il fondatore, annoverava già 13 provincie. Le costituzioni furono redatte da San Bonaventura da Bagnorea. Mentre si stava consolidando il movimento religioso, sorsero i primi contrasti. I membri dell’ordine si divisero in due fazioni: la prima intendeva adottare forme meno severe di vita comunitaria e prescindere dall’obbligo assoluto della povertà, al fine di rendere meno difficile lo sviluppo dell’ ordine stesso; la seconda, al contrario, si proponeva di uniformarsi alla lettera allo spirito delle norme lasciate dal fondatore. I dissensi si acuirono ancor di più quando Gregorio IX, con la bolla “Quo eloganti” (1230) concesse ai frati, che presero poi il nome di “conventuali“, la possibilità di ricevere beni e di amministrarli per le loro esigenze. Frattanto gli osservanti d’ Italia, di Francia, di Spagna, che già vivevano in romitori lontani dai conventi, si organizzarono sin dalla seconda metà del ‘300 nella riforma detta della “Regolare Osservanza”, grazie all’opera di Paolo di Vagnozzo, di San Giovanni da Capestrano e di San Bernardino da Siena. La Santa Sede concesse loro, nel 1415, di avere propri conventi e statuti, cosicché la riforma si diffuse in breve in Italia e nell’ Europa centro-orientale, in Germania, Austria, Polonia ed Ungheria. La divisione ufficiale fra i due rami fu sanzionata agli inizi del XVI secolo nel capitolo generale dell’ ordine indetto da Leone X, quando ognuno di essi proclamò apertamente il proprio desiderio di vivere autonomamente. Gli osservanti presero il nome di frati minori ed il loro capo quello di ministro generale. A questo fu dato il sigillo dell’ ordine ed il diritto di precedenza sul capo dei conventuali, cui spettò il titolo di maestro generale.
I conventuali, che vestivano il saio nero con cordone bianco e cappuccio, ed avevano in custodia la basilica di San Francesco in Assisi, e di Sant’ Antonio a Padova.
Gli osservanti invece furono lacerati da nuove divisioni avvenute in Francia, Spagna, Portogallo, Belgio. In Italia, ad opera di una corrente di riforma guidata da Matteo da Bascio, vi fu un’energica ripresa della idea di uno stato di perfezione che si richiamasse alla rigida e primitiva regola francescana.

Questo movimento, al quale confluirono altri gruppi, presero il nome di cappuccini. Questi vivevano in eremi solitari in assoluta povertà, si cibavano di pane, acqua e verdure ed osservavano lunghi digiuni. Il loro vestito, a differenza di quello degli osservanti che consisteva in un saio bruno con cintura di corda, cappuccio e sandali, era di panno molto ruvido.
L’ ordine francescano, ai cui membri dei diversi rami Leone XIII ingiunse di prendere il nome comune di frati minori, è tra i più importanti della Chiesa. Ai frati minori dei tre rami si aggiungono anche un ramo femminile, le clarisse, ed il terz’ ordine francescano.
Questa mia esposizione si propone di sviluppare il ruolo che assunsero i francescani nella società della penisola sorrentina. La prima parte: intende presentare il panorama politico-sociale nel quale si è innestato il francescanesimo; mettendo in evidenza i benefici che la Chiesa e la società ebbero dall’ ordine francescano in tutti i secoli. Le altre parti: si incentrano in modo specifico sui tre conventi francescani presenti nella penisola sorrentina; cioè in Massalubrense, in Massaquano di Vico Equense ed in Sorrento. Partendo dalle origini si arriva ad oggi mettendo in evidenza che l’ esistenza di un “legame” fra i monaci e la popolazione che dura fin dalle origini, il quale è passato indenne attraverso tante avversità e tante incertezze approdando felicemente fino alle soglie del duemila.

© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “L’ Insediamento dei Francescani e la loro presenza nella Penisola Sorrentina”, discussa dalla Dott.ssa Serafina Fiorentino, nell’ anno accademico 1992/1993 presso la Facoltà di Teologia dell’ Ateneo Romano della Santa Croce (Istituto superiore di Scienze religiose dell’ Apollinare). Relatore Prof. A. Soldatini.
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