Vita, patria a famiglia di Sant’ Agnello (3a)

Vita di Sant’ Agnello
a) La patria e la famiglia.
Sant’ Agnello nacque in Napoli da Federico e Giovanna Soderico. La famiglia Soderico era, all’ inizio del secolo VI, ricca ed illustre ma la sua origine è avvolta dalla leggenda.(1)
La tradizione popolare inclina a ritenere che la famiglia di Sant’ Agnello discenda da quella di Santa Lucia, martire di Siracusa, fino ad affermare che i due Santi fossero fratelli. In realtà fra i due Santi vi è un intervallo di circa 200 anni ed è difficile stabilire come la tradizione sia giunta ad unire un santo napoletano con una santa siciliana. Questa tradizione è diffusa a Napoli ove Santa Lucia è molto venerata ed esiste un quartiere a lei intitolato; la Santa è stata anche dichiarata patrona della città da Pio X.
Anche in Guarcino sussiste la tradizione che vuole fratelli i due Santi e il loro culto è strettamente legato. Una chiesa ed un rione di Santa Lucia esistono anche a Guarcino ed il 13 dicembre vi si celebra la festa della Santa.
Anche in Sant’ Agnello di Sorrento è diffusa la tradizione che dice fratelli i due Santi: è ancora vivo il detto che si dice pronunziato da Santa Lucia il 13 dicembre, giorno della sua festa: “E me feratavenne e fratem’e Naniello tremmatavenne”.
Lasciando da parte la leggenda, si può forse dire col Floridi(2) che è più verosimile la discendenza della famiglia di Sant’ Agnello da quella di Santa Lucia che la fratellanza dei due Santi. E’ possibile che i parenti della Santa martire si trasferirono da Siracusa a Napoli tra la fine del V e il principio del VI secolo. Qui essi crebbero di ricchezza e nobiltà e diedero origine alla famiglia Soderico alla quale apparteneva il padre del Santo.
La nobiltà di questo casato è provata dalla appartenenza al Seggio di Montagna, il decimo fra i 26 seggi napoletani presso la Chiesa di Sant’ Angelo a Nilo. La madre di Agnello, Giovanna, discendeva dall’ antica famiglia napoletana dei Maragano.(4) La leggenda narra che questa donna ebbe virtù tali da meritare, subito dopo la morte, il titolo di “beata”, il titolo, però non è stato mai approvato dalla chiesa.
Note:
(1) cf. in proposito, C. de Lellis, Discorso delle famiglie nobili del regno di Napoli, Roncagliolo 1671.
(2) cf. Vincenzo Panefresco, Vita e culto di Sant’ Agnello patrono di Guarcino, manoscritto-dattiloscritto del secolo XIX, conservato nell’ archivio della Collegiata di San Nicola di Guarcino, pagina 1 – Secondo la tradizione Sant’ Agnello e Santa Lucia si separarono nel luogo ove oggi sorge la chiesa dedicata alla Santa Lucia si fermò e salutò il fratello che continuò il cammino verso il monte dove aveva fissato il suo eremo.
(3) cf. Giuliano Floridi, Le pergamene dei monasteri di San Luca e Sant’ Agnello di Guarcino, Roma 1967, pagina 4
(4) cf. De Lellis, opera citata nelle precedente nota (1).
© Testo integralmente tratto dalla Tesi di Laurea intitolata “Analisi storico – antropologica del culto di Sant’ Agnello”, discussa dalla Dott.ssa Laura Parlato, nell’ anno accademico 1979/1980 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Istituto Universitario Orientale di Napoli. Relatore Prof. Alfonso M. di Nola.
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