Il dolce chiamato Sorrento? Positanonews rilancia la polemica

Sorrento nelle linee di produzione della Bauli

Nella foto la torta della Bauli “intitolata” Sorrento

L’ ultima edizione di Positanonews (in versione cartacea) del 2013, riprende e rilancia in maniera simpatica la polemica scoppiata attorno alla querelle che, per l’ appunto, nelle scorse settimane si è scatenata, in seguito alla decisione della Bauli, di lanciare sul mercato un dolce natalizio chiamato “Sorrento” e realizzato con l ‘ utilizzo di limoni.
L’ accostamento tra il nome del “panettone” (anche se panettone non è) e quello del prodotto agricolo, quanto meno presta il fianco ad equivoci, perché lascia intendere che quelli utilizzati per realizzare il dolce della Bauli sarebbero limoni di Sorrento.
La qual cosa non è possibile perché proprio questi agrumi Sorrentini sono protetti da IGP e, quindi, così come devono rispettare rigidi criteri di produzione, sono tutelati da ogni intento speculativo (eventualmente posto in essere in maniera indebita e scorretta) da severe norme legislative.
Fatto è che la polemica, che – come un fuoco – sembrava essersi spenta, improvvisamente si è infiammata di nuovo.
Positanonews, infatti, proprio nel clou delle festività natalizie ha deciso di proporre una interessante intervista a Mariano Valentino Vinaccia (Presidente del Consorzio di tutela del limone di sorrento IGP) che non ha mancato di evidenziare i probabili errori strategici (e diplomatici) commessi dalla multinazionale specializzata nella produzione di dolciumi soprattutto nel sottovalutare le norme che regolamentano la materia e proteggono i prodotti caratterizzati dalla Indicazione Geografica Protetta.
In particolare – a chi lo intervistava per Positanonews – Vinaccia ha risposto:
La Bauli si doveva informare di più sulle normative IGP per poter fare un dolce farcito con una crema di limone con nome Sorrento.

Per utilizzare il nome di Sorrento bisogna trasformare il prodotto nei comuni di produzione del limone di sorrento IGP, cioè da Vico Equense a Massa Lubrense più Capri e Anacapri. Bisogna chiedere l’autorizzazione e, ci tengo a precisare, che per ottenere il permesso non bisogna essere amico di qualcuno, ma basta rispettare le regole.
Bisogna usare i prodotti IGP, trasformarli nei comuni di appartenenza e non si possono aggiungere aromi o coloranti. Sono passaggi fondamentali che valorizzano il prodotto, difendono e tutelano il consumatore perché non ci sono conservanti. Ad esempio i marchi di limoncello come Averna o Zamora Molinari, producono in Penisola Sorrentina e a Capri, poi possono imbottigliare ovunque”.
Per leggere la versione integrale dell’ intervista, in ogni caso, è giusto acquistare l’ edizione cartacea di Positanonews che resterà nelle edicole della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana fino agli inizi del 2014.
Ma, intanto, proprio lo stesso periodico (che contiene altri interessanti servizi), d’ accordo con Antonio Cafiero, noto pasticciere locale, lancia una simpatica ed ammiccante provocazione.
Fabrizio Guastafierro
Per saperne di più vai a:
Un panettone sorrentino chiamato Verona a chi compra Positanonews

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*